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Affoga nel ridicolo chi vede nella discussione il diavolo; chi non capisce la funzione dell’eresia; chi confonde unità e uniformità.. Occorre saper interessare il popolo all’intelligenza.

Parole che dovrebbero essere imparate a memoria da chi vorrebbe governare l’Italia grazie ad un rapporto diretto con il popolo. Da chi si circonda di personaggi che, prima ancora di iniziare a lavorare, denunciano la propria inadeguatezza.

Il servilismo endemico di un popolo di mandolinari non deve illudere sui livelli di consenso reale. Il discrimine è l’intelligenza. Ma come si può “interessare il popolo all’intelligenza” quando i governanti si concedono alle comparsate televisive in programmi dove l’intelligenza è rigorosamente bandita? Come si può apprezzare la funzione dell’eresia quando ogni eterodosso viene emarginato, allontanato, dimenticato? Quando nomine ed assunzioni rispondono a logiche che nulla hanno a che fare con intelligenza, competenza, onestà?

Le polemiche e gli scontri tra le due anime del governo non riguardano i programmi ma le persone. Al di là degli interventi della magistratura che raramente si è dimostrata super partes. Il problema è a monte, sia per i gialli sia per i verdi. Il problema sono le scelte delle persone. Era indispensabile che la Lega puntasse su un ex socialista con alle spalle una vicenda di patteggiamento per bancarotta? Era indispensabile che il Movimento 5 Stelle puntasse su sindaci come Raggi ed Appendino che si sono rivelate come assolutamente inadeguate a prescindere dalle vicende giudiziarie?

E gli incarichi attribuiti in questo primo anno scarso di governo quanto hanno puntato sull’uniformità invece che su altre qualità che sarebbero state più utili? Assessori imbarazzanti, ministri e sottosegretari che, quando va bene, sono svaniti nel nulla. È vero che in precedenza hanno governato anche Fedeli e Poletti, ma quando si annuncia un cambiamento ci si aspetta che riguardi pure i criteri di selezione.

Invece si è scelto il conformismo, si sono premiate le quarte file solo in nome dell’obbedienza. Convinti che da bravi soldatini avrebbero avvallato ogni consulenza affidata all’esterno per sopperire alle carenze interne. Ma le consulenze si sono rivelate azzardate. Ed ora si spalancano praterie per le polemiche di quelle opposizioni che fanno la faccia feroce sperando di poter presto governare con una componente o l’altra di questo governo. Evitando accuratamente di interessare il popolo all’intelligenza. Perché Berto Ricci, a cui si devono le considerazioni iniziali, è un autore che imbarazza tutti gli schieramenti.


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