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Si chiamerà Neom la città del futuro che sorgerà in Arabia Saudita. Un investimento da almeno 500 miliardi di dollari per una città che sarà 20 volte più estesa di Roma

E il futuro non è neppure troppo lontano perché il mega progetto dovrebbe essere ultimato entro il 2030 ma i primi insediamenti umani sono previsti già a partire dal 2025. Tra sette anni.

Insomma, l’immensa città sarà pronta mentre a Torino non sarà neppure partita la linea 2 della metropolitana

Non c’è dubbio che le infinite ricchezze dei sauditi possano consentire progetti e tempi che in Italia non sono neppure ipotizzabili. Ma l’aspetto più interessante di Neom non è il gigantismo bensì l’idea di forza che sta alla base del sogno.

Un’idea di potenza

come – ricorda il giornalista Marco Valle – quella che ha portato alle città di fondazione in Italia o in Brasile. Littoria-Latina e Brasilia, per fare due esempi.

Con Neom, però, si va oltre perché l’ambizione saudita è quella di creare la città dell’intelligenza, della conoscenza

Gli abitanti, inevitabilmente, saranno soprattutto stranieri, saranno i migliori, le vere élites mondiali attirate da retribuzioni elevate e dal sogno di far parte del progetto avveniristico.

I lavori manuali, di servizio, saranno affidati alle macchine, ai robot. Ovviamente serviranno anche funzioni semplici a cui attenderanno gli umani, ma si tratterà di un piccolo esercito di invisibili, di servitori il cui compito sarà quello di creare la miglior qualità di vita per i signori della città, per poi tornare nell’ombra appena terminato il compito.

Neom, dunque, come città dell’intelligenza, della creatività, della predisposizione del futuro per il resto del mondo

Chi accetterà di trasferirsi dovrà rispettare poche regole, tra cui quella della rinuncia all’alcool. E vivrà senza petrolio nel Paese del petrolio. Energia solo eolica e solare.

I sauditi puntano a diventare un faro mondiale grazie alla città dell’intelligenza. In fondo la logica è la stessa che portava i nobili del Medioevo e del Rinascimento italiano ad ospitare nei castelli i migliori pittori, scultori, poeti, architetti, romanzieri, cantori.

La grandezza dell’Italia era la grandezza della genialità, del mecenatismo, dell’intelligenza e della cultura. Ora è l’Arabia Saudita a seguire l’esempio rinascimentale mentre l’Italia cancella la propria tradizione culturale in nome del politicamente corretto.


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