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In fondo ha ragione Fiorello nel suo contrastatissimo spot di un’azienda telefonica: alla gente, a Natale, interessano solo i regali.

Il Sacro, d’altronde, è stato esautorato anche dalla Chiesa che ha preferito sostituirlo con una sociologia basata non sul Cristo bensì sul politicamente corretto.

Il Sacro resta solo in chi celebra il Solstizio, in chi crede in qualcosa che non sia semplicemente materiale. Certo non in quei sacerdoti (meglio definirli preti perché poco hanno a che fare con la radice della parola sacerdote) che proclamano lo sciopero della messa di Natale per protestare contro il governo, in chi scambia Gesù per un migrante, in chi confonde i Re Magi con i petrolieri sauditi e la cometa con una navetta spaziale per turisti super ricchi.

Dunque è normale che la festa sia diventata una occasione di grandi consumi, anche di sprechi.

Ed è ancor più normale che insegnanti e presidi di ignoranza abissale (ed i risultati si vedono nella preparazione degli studenti) vietino canzoncine natalizie, presepi ed alberi di Natale per non offendere le famiglie di altre religioni.

Come è normale che gli esponenti delle altre religioni spieghino a insegnanti e presidi ignoranti che nessuno si sente offeso dai cori dei bambini.

Meno normale è la lamentela di qualche associazione di commercianti che, prima, strilla contro un governo che vara una manovra destinata ad impoverire gli italiani, e poi strilla contro gli italiani che si sono fatti spaventare dalle associazioni di commercianti.

Poi, naturalmente, tutti andranno regolarmente alla messa di mezzanotte, laddove i preti sindacalisti non avranno incrociato le zampe di bue ed asinello, ovviamente non per pregare ma solo per sfoggiare l’ultimo capo firmato acquistato per Natale.

D’altronde pregare potrebbe offendere le grandi risorse, dunque meglio limitarsi alla passerella di moda. E per le chiese meglio evitare di sprecare denaro per capolavori artistici. Meglio evitare di ritrovarsi con un nuovo Giotto che dipinge immagini sacre.

E allora perché perdere tempo per gli auguri? Auguri di cosa? Per cosa? Meglio auguri per un anno felice, con posti di lavoro, pensioni più ricche, felicità in amore, viaggi.

Soldi, soldi e ancora soldi. Meritati o rubati, trovati o sudati. Ad un mondo senza Sacro restano solo i consumi.


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