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Napoli conquista il poco invidiabile record di domande per ottenere il reddito di cittadinanza. Napoli da sola supera le domande dell’intera Lombardia.

Non male come biglietto da visita per la città magistralmente amministrata da quel De Magistris schierato sempre in prima fila per l’apertura dei porti, a cominciare dal suo, ad ogni richiesta degli scafisti o delle ong.

Il bel gesto di accogliere tutti per poi farli mantenere dalle altre città, dalle altre regioni. Mentre lui, il grande sindaco partenopeo, non si sente minimamente responsabile per il disastro economico della sua città. E non si sente responsabile neppure De Luca, ovviamente. Se ci sono problemi nella sanità regionale è colpa di mariuoli che vogliono screditarlo, se non si risolve il problema dei rifiuti campani è colpa delle altre regioni che non se ne fanno carico. Se i vigili urbani, che dipendono dai Comuni, non fanno rispettare neppure le regole sui caschi in moto la colpa è del governo. Se prevale la logica dell’arrangiarsi invece di quella dell’impegnarsi non è colpa della tolleranza del sindaco ma del destino cinico e baro.

E se manca il lavoro, se le industrie non investono, sarà mica colpa del campano Boccia presidente nazionale di Confindustria? Assolutamente no. Non è sua e neppure dei suoi colleghi. È colpa della crisi globale, delle macchie solari, di Salvini e Di Maio, dei cinesi e di Haftar. Di tutti tranne che dei responsabili.

La Campania e Napoli non sono casi isolati di crisi. Ma non se ne esce se si continua a negare i propri errori e le proprie colpe più ancora che responsabilità. Non è detto che basti. In Piemonte, regione più in difficoltà delle altre del Nord soprattutto per l’andamento negativo di Torino, ogni tanto qualche economista o sociologo non asservito riesce a far notare che la classe dirigente locale, politica ed imprenditoriale ma anche culturale e del mondo delle professioni, è la responsabile maggiore del declino.

Non cambia molto, perché le classi dirigenti rifiutano l’autocritica. Ma la denuncia c’è. E quando si arriverà all’assunzione delle responsabilità, magari con altri politici ed imprenditori, l’inizio della ripresa diventerà possibile. Ma con De Magistris e De Luca la prospettiva è solo il declino. A loro interessa solo trovare un colpevole su cui riversare i propri errori.


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