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Il problema dell’eurozona è l’Italia, come sostiene Moscovici? Potrebbe anche essere vero. Ma è sicuramente vero che il problema per l’Europa è rappresentato da gente come Moscovici o come il ministro lussemburghese che è finalmente riuscito ad avere un po’ di notorietà grazie alla sua pubblica maleducazione.

D’altronde è un compare di Jean Claude Juncker e, dunque, non si può pretendere granché.

Moscovici, in fondo, se ne frega dell’Europa e pensa soltanto alla Francia, guidata da Micron contro l’Italia in una guerra ad ogni livello: militare in Libia, economica ovunque, diplomatica a Bruxelles attraverso personaggi come Moscovici. Che, quando è stato ministro delle Finanze in Francia, ha superato senza problemi il limite del 3% di deficit che ora considera invalicabile dall’Italia.

La coerenza non è il suo forte come la sobrietà non si addice proprio a Juncker.

Peccato che i commissari francesi e lussemburghesi si impegnino a tutelare i rispettivi Paesi mentre, in Italia, il presidente Mattarella preferisca tutelare l’euroburocrazia, spalleggiato dai principali organi di disinformazione che sono sempre schierati sul fronte anti italiano. Non anti governativo, che sarebbe anche comprensibile, ma proprio contro ogni forma di italianità.

Ma dal loro punto di vista è comprensibile pure questo. A loro – ex grandi giornali con sempre meno lettori, oligarchi capaci solo di distruggere lavoro ed economia, sedicenti intellettuali che sfogliano libri senza capirli – gli italiani fanno schifo.

Un popolo di eroi quando seguiva in massa il pifferaio magico Renzi, trasformato in un popolo di analfabeti quando si è stancato delle bugie del giglio tragico.

E allora basta con questi analfabeti funzionali, analfabeti di ritorno, analfabeti politici. Tutti a Capalbio o a Courmayeur a progettare una difesa contro i poveri che, invece di limitarsi a belare ed a baciare le mani dei padroni, hanno osato ribellarsi trasformandosi in populisti.

E, come se non bastasse, i maledetti populisti hanno coinvolto anche i piccoli borghesi e poi pure i borghesi medi, solo perché gli oligarchi li avevano impoveriti.

E che sarà mai? Una sana operazione di pulizia per evitare che il ceto medio andasse ad infastidire gli oligarchi nelle località per vip. Restino in città, plebei e borghesi, a godersi l’aria condizionata d’estate ed il riscaldamento in inverno nei centri commerciali.

Ora, però, con l’avvicinarsi delle elezioni europee gli oligarchi cominciano a preoccuparsi. E se i populisti mandassero a casa gli euro burocrati così ubbidienti? E se volessero costruire un’Europa dei popoli e non dei banchieri? Sarebbe un guaio.

Dunque è ora di far scendere in campo l’artigleria pesante contro ogni iniziativa fastidiosa per il pensiero unico obbligatorio. Moscovici, Juncker, Draghi, Soros. Tutti schierati a difesa dell’ordine costituito e dei privilegi degli oligarchi.

Sarà una guerra senza esclusione di colpi.


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