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I gilet jaunes sconfiggono Micron, costretto ad andare in tv a scusarsi per le deliranti misure economiche che piacciono a Bruxelles ma hanno mandato in collera i francesi.

Quattro sabati di battaglia, migliaia di posti di blocco, due terzi dei francesi dalla parte dei gilet jaunes, solo un quarto degli elettori schierato con Micron e la sua famigerata En Marche.

Non aveva grandi alternative, l’inquilino dell’Eliseo. I suoi protettori a Bruxelles e nelle banche hanno fatto due conti e si sono resi conto che la protesta sarebbe proseguita, provocando danni enormi alle classi agiate ed urbanizzate che hanno imposto En Marche ed il piccolo repressore.

Uno che si sentiva Napoleone e che si è ritrovato odiato dal suo popolo e sbeffeggiato a livello mondiale. I servitori stupidi del presidente hanno accusato Putin di aver fomentato gli incidenti, il presidente ha urlato a Trump di non interferire nelle vicende francesi e tutti hanno ricordato le costanti ingerenze di Parigi in Siria, in Libia, con l’Iran e la Turchia.

Ed i governi dei Paesi infastiditi da Micron hanno ricambiato il favore utilizzando le stesse frasi che in passato erano state adoperate dall’Eliseo.

Hanno mostrato i giornalisti francesi colpiti dai proiettili di gomma dei pretoriani del presidente. Hanno mostrato al mondo le immagini degli studenti francesi inginocchiati e con le mani sulla testa, colpevoli di lesa maestà.

Poi, però, la protesta ha raggiunto anche Bruxelles ed a quel punto gli euro cialtroni hanno capito che la partita era persa e che era arrivato il momento delle concessioni che prima erano state negate.

Troppe tasse e troppa povertà. Bisogna invertire la rotta. Almeno per quanto riguarda le promesse.

L’importante è far trascorrere ai parigini un Natale di acquisti e regali, poi si vedrà se mantenere davvero le promesse estorte dalle genti delle province.

Se i gilet jaunes si fideranno, verrà rotto anche il sodalizio con gli studenti, un sodalizio che in realtà è mancato per colpa degli studenti che hanno snobbato i paysans. Potrebbero pagare caro questo errore di prospettiva.

Ma anche per i gilet jaunes non è facile decidere se fidarsi, e godersi un successo che potrebbe rivelarsi effimero, o proseguire negli scontri che hanno visto calare le presenze in piazza anche se non il consenso nel Paese.

Il governo cercherà di prender tempo, consapevole di rischiare molto alle elezioni europee della prossima primavera.

Gli euro cialtroni non possono permettersi di perdere anche la Francia dopo aver conquistato l’odio imperituro di sempre più Paesi. Ma non possono neanche accettare che Micron conceda troppo, provocando la reazione di tutti i popoli europei vessati in nome del Dio Rigore.

Una partita difficile, per un presidente ridicolo. Ma, per sua fortuna, non è lui a decidere davvero.


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