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D’accordo, se viene definita La Busiarda (la bugiarda), un motivo ci sarà. Ma esistono limiti di decenza che persino La Stampa non dovrebbe superare.

E invece, tanto per giocare, si crea il falso mito di Michelle, la moglie di Jair Bolsonaro nuovo presidente del Brasile.

Michelle come Evita, sostiene il quotidiano di De Benedetti-Elkann. Perché, spiega Antonella Boralevi, Evita parlava ai descamisados e Michelle parla ai sordi con il linguaggio dei segni. Altre somiglianze? Nessuna.

Ma questo non è certo un problema per chi ama creare confusione. O per chi, forse, ignora completamente la storia di Evita Peròn. Che prima di conoscere il Generale si era battuta per la sua liberazione dal carcere dove era stato collocato da altri militari.

Una donna del popolo che aveva sfidato tutto e tutti e che era diventata il simbolo del peronismo sociale, coraggioso, in lotta contro gli speculatori, contro gli approfittatori. Lei ed il popolo, un legame vero, non costruito a tavolino.

E forse alla Busiarda dovrebbero riguardare le immagini dei funerali di Evita, con l’intera Argentina in lacrime per la sua eroina, per la donna che aveva conquistato le folle quando ancora in Italia il voto alle donne era una novità.

O dovrebbero riguardare le immagini dell’ultimo discorso di Evita, consapevole di stare per morire, o la sua apparizione legata ad una tavola di legno per poter stare ancora una volta in piedi davanti al suo popolo, ai suoi descamisados.

Non era solo la “moglie del presidente”, come sostiene la Busiarda. E Juan Domingo Peròn ne era perfettamente consapevole.

All’autrice dell’articolo di pessimo gusto si può consigliare anche lo spettacolo teatrale “Evita, ahi che vita”, dell’italo argentina Sonia Belforte. Così, tanto per farsi un’idea un po’ diversa da quella del musical di Madonna.

Però probabilmente alla Busiarda non interessa la verità storica. Peròn è il simbolo dell’unico fascismo realizzato al di fuori dell’Italia e dunque anche su Evita deve cadere la damnatio memoriae.

E visto che Bolsonaro è un presidente di destra (nemico del peronismo argentino e questo dovrebbe far capire tante cose a chi non è in malafede), bisogna cominciare a spiegare che un gesto di solidarietà della moglie nei confronti dei sordi non è frutto di bontà d’animo bensì di strategie mediatiche studiate a tavolino. E il paragone con Evita serve a far sorgere il dubbio che anche la moglie di Peròn fosse totalmente falsa. Senza neppure degnarsi di informarsi sulle idee, sui sentimenti di Michelle, sulla sua sensibilità.

Una tecnica di denigrazione dell’avversario che non è certo una novità per i rappresentanti del pensiero unico obbligatorio.


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