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Marine Le Pen ripropone Fiuggi in versione parigina

Niente terme per la leader di quello che era il Front National ereditato dal padre Jean Marie, ma la purga non è mancata. A partire dal nome.

Il Front si trasforma in Rassemblement e il vecchio Jean Marie viene definitivamente sbattuto fuori dal movimento della destra transalpina

Tutto cambia e per l’anziano leone non c’è più posto.
Più che una strategia di lungo termine, pare una decisione dettata dalla disperazione e dalla rabbia per aver gettato alle ortiche un’occasione storica alle ultime presidenziali. I francesi volevano più sicurezza e meno invasione, madame Le Pen rispondeva con la Frexit e la guerra contro l’euro. E alle successive legislative la delusione degli elettori francesi è apparsa ancora più evidente.

Ha impiegato quasi un anno, Marine, ad elaborare il lutto per la sconfitta e ora riparte guardando al modello di Salvini in Italia

Si cambia nome, si archiviano personaggi scomodi, si cercano nuovi alleati. Perché una delle debolezze strutturali del Front National era rappresentata dalla incapacità di fare accordi, indispensabili in un sistema a doppio turno come quello francese.

Ora si guarda invece ai sopravvissuti del centrodestrismo di Sarkozy

Spazzati via, privi di un leader credibile e possibilmente vincente, anche i centrodestristi hanno bisogno di un alleato per tornare protagonisti. D’altronde dove sono riusciti a conquistare una presenza sul territorio, lo hanno spesso fatto copiando le parole d’ordine del Fn in termini di sicurezza.

Dunque qualche chances di accordo esiste

Anche perché Macron e la sua squadra di governo si dimostrano molto abili nella causerie, ma i fatti restano molto lontani dalle promesse. Indubbiamente l’immagine conta, e molto. Soprattutto in Francia, ma poi occorre andare oltre. Sui temi del lavoro, della sicurezza, delle politiche economiche. Macron, a differenza dei politici italiani, può sempre esibire il suo asse privilegiato con Merkel, ma una volta solleticato l’orgoglio francese, i problemi restano sul tavolo.

Va infine sottolineato, in chiave italiana, che Marine Le Pen insiste sempre di più sul rapporto con Salvini, relegando in un angolo i legami con Meloni. Un segnale chiaro alle destre a sud delle Alpi.


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