fbpx
Usarci


Lo scontro in atto sulle chiusure domenicali dei negozi ha scatenato reazioni di ogni tipo. Da un lato coloro che sostengono il sacrosanto diritto dei lavoratori di avere un giorno la settimana da trascorrere in famiglia.

Dall’altra chi ha solo la domenica per poter fare la spesa. Non è neppure il caso di prendere in considerazione chi trascorre il tempo libero in un centro commerciale poiché è l’unico modo che ha per riempire una vita desolatamente vuota.

Ma lo scontro tra le prime due posizioni è comprensibile. Chi contesta il diritto di avere la domenica libera, sostiene che sia sufficiente un qualunque giorno di recupero durante la settimana. E può essere vero per chi una famiglia non ce l’ha. In caso contrario il giorno di riposo dovrebbe coincidere con quello della moglie o del marito e, soprattutto, con il giorno di vacanza da scuola dei figli.

Oppure si vuole continuare a frignare sulla denatalità italiana salvo poi negare alle famiglie la possibilità di condividere i momenti liberi?

Sul fronte opposto, però, ci sono le esigenze di chi, ormai, è costretto a lavorare sei giorni su sette e può fare una spesa accurata e attenta, anche sotto l’aspetto del risparmio, solo la domenica.

E si aggiunge che la domenica lavorano già non solo gli addetti ai settori della sicurezza e della sanità (il diritto alla salute è diverso dal diritto di comprarsi le calze nei giorni festivi), ma anche chi è occupato nella ristorazione, nei trasporti, nel turismo.

Quello del turismo è un aspetto da non sottovalutare in un Paese come l’Italia. È ovvio che in una località di mare o di montagna il turismo dei fine settimana sia fondamentale per la sopravvivenza dei piccoli esercizi. Dunque le aperture domenicali sono indispensabili. Ma si tratta generalmente di negozi a conduzione famigliare, dunque il problema è molto diverso rispetto ai centri commerciali, ai supermercati dove il personale è assunto.

E allora si potrebbe partire proprio da qui per provare ad individuare una soluzione. Con una rotazione reale che consenta di avere 3 domeniche su quattro libere, e con maggiorazioni salariali decenti per il lavoro festivo.

Magari imponendo contratti a tempo indeterminato per chi è impegnato nei turni domenicali, tanto per scoraggiare lo sfruttamento così diffuso. Se è davvero indispensabile l’apertura, che almeno sia retribuito decentemente chi è costretto a lavorare.

Perché le giustificazioni addotte dagli iperliberisti sono inaccettabili: “Dal momento che sempre più italiani hanno condizioni di lavoro pessime con orari dilatati a dismisura, occorre che abbiano a disposizione servizi a tutte le ore”.

Forse la soluzione sarebbe migliorare le condizioni di tutti, non peggiorarle ulteriormente per qualche categoria in base al principio “mal comune mezzo gaudio”.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



The Gentlemen's family

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST