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Mai più con Berlusconi

I fratelli della Sorella d’Italia si erano galvanizzati di fronte alla dichiarazione di Giorgia Meloni. Dura e pura. Ma sono bastate poche ore per l’immancabile retromarcia. Ma no, cosa avevate capito? Con Berlusconi tutta la vita, magari sperando che non sia troppo lunga. Richiamata all’ordine, la Sorella. Con l’ineffabile Bernini che sfida tutti a trarre le conseguenze ed a sfasciare tutte le giunte di centrodestra nelle Regioni e nei comuni.

Meloni ora si limita a dire che lei non ha apprezzato la proposta di Berlusconi di piazzare Draghi alla presidenza del consiglio dopo il sicuro (secondo lui) successo del centro destra alle eventuali elezioni anticipate. Dunque Draghi non piace a Fdi, non piace alla Lega ma dovrebbe fare il leader del governo su indicazione di Forza Botulino, ormai azionista di minoranza della coalizione?

Probabilmente i consiglieri per la comunicazione avranno ordinato al Sultano di Arcore di lanciarsi in dichiarazioni a raffica facendo intendere che Forza Botulino è ancora il locomotore del centro destra. Ma dopo le europee come faranno il Sultano e le Erinni a strillare ancora ordini se dalle urne sarà nuovamente la Lega ad uscire come primo partito?

Un voto commemorativo, quello per Berlusconi”, ha ironizzato Sgarbi. Ma all’Italia servono fatti e non commemorazioni. In Parlamento una alternativa di centrodestra al governo giallo verde non esiste nei numeri, dunque nello stato di realtà. La compravendita di deputati e senatori non è una alternativa, solo una prospettiva da postribolo.

Allora si fa saltare il governo per tornare alle urne? Per poi ritrovarsi con Draghi, se vince il centrodestra, o con l’invasione senza fini se vince il Pd?

Ovvio che Salvini cerchi in ogni modo di proseguire con i pentastellati. Per non ritrovarsi a dipendere da Tajani al servizio di Bruxelles, di Brunetta in rappresentanza dei predatori, di Bernini come simbolo delle frasi fatte, con Carfagna e Miccichè che spalancano i porti.

E Meloni, a meno di sorprese, sarà la terza forza del centro destra, insufficiente per garantire i voti per un governo a due tra Lega e Fdi. Dunque il partito dei botulinici resta indispensabile per un eventuale governo di centrodestra. In discesa ma ancora in grado di contare. E soprattutto di far danni.

Mentre la Lega deve fare i conti con un organico di non eccelso livello che farà anche gioco di squadra, ma combina pasticci sempre più evidenti. Ci sono nuove tensioni in Valle d’Aosta, regione che conta pochissimo in termini numerici, ma che rappresenta una cartina di tornasole dei pericoli legati ad una classe dirigente insufficiente e troppo abituata a risolvere i problemi con una telefonata in Lombardia.


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