fbpx
Usarci


La frustrazione dei media italiani è tutta nei titoli trionfali sul presunto schiaffo di Emmanuel Macron a Matteo Salvini. Che bravo il presidente francese che mette al suo posto il ministro italiano!

La vendetta, per trasposta persona, dei sedicenti intellettuali che non erano riusciti, con il loro livore, a condizionare il voto degli italiani. E allora dall’attico di New York o dalla villa di Capalbio ora possono festeggiare per le offese rivolte all’Italia dal presidente toy boy.

D’altronde se gli italiani votano male, è giusto che vengano insultati dagli stranieri e i giornalisti incompresi stanno, ovviamente, dalla parte di chi insulta. Macron sì che è bravo, bello, elegante, allineato. E pur di attaccare Salvini i giornalisti di servizio sono pronti persino a rivalutare Conte che, sino al giorno prima, era sbeffeggiato dagli stessi giornalisti. La coerenza è una dote che manca ai media.

Ormai il solco tra i sedicenti intellettuali ed il popolo ignorante è largo e profondo. Non bastano le inchieste a senso unico contro il nuovo Governo gialloverde per far calare in consenso popolare e per accrescere la fiducia nella disinformazione messa in campo dai rappresentanti di un potere politico sconfitto. Anzi, l’aggressione mediatica serve ad approfondire il solco, serve a far crescere il disprezzo nei confronti dei chierici del potere economico e finanziario sempre più lontano e sempre meno credibile.

Sarebbe preferibile tacere e sedersi sulla riva del fiume ad aspettare che transitino i cadaveri dei nemici.

Perché, inevitabilmente, il nuovo governo commetterà errori, non tutti i ministri ed i sottosegretari si dimostreranno all’altezza dei compiti. Già adesso hanno dovuto accettare compromessi perché la realtà è diversa dai sogni. Andando avanti si dimenticheranno di chi li ha sostenuti e si mescoleranno con gli avversari di ieri pronti a trasformarsi nei compagni di viaggio di domani.

Ma gli errori del governo non serviranno per ridare credibilità a chi si è distinto per scorrettezza, per faziosità, per arroganza. Chi è stato condannato per aver plagiato un libro non diventerà Dante solo perché il ministro dei Beni culturali sbaglierà qualcosa. Chi ha sorvolato sui morti per lavoro, per non disturbare una classe imprenditoriale “distratta”, non si trasformerà nel simbolo dei lavoratori sfruttati.

Aumenterà soltanto la distanza tra il popolo e una classe dirigente condannata in toto. E i chierici saranno ancor più disprezzati, anche se Macron intervenisse per difenderli.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



Peccati di gola

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST