fbpx


Mentre i gilet jaunes spaventavano ancora una volta i bobo parigini, sabato scorso Micron incontrava i potenziali elettori per le europee a Souillac.

È il Grande Dibattito voluto dal piccolo presidente toy boy per tentare di risalire la china nei sondaggi. Ovviamente, sottolinea Noreporter.org, il Grande Dibattito esclude la presenza di telecamere per evitare le consuete pessime figure di Micron.

Ma non è bastato. Robert Fernay, sempre su Noreporter, racconta che nel dibattito è intervenuto l’occitano Christian Venries, sindaco di St. Cirgues nel dipartimento del Lot.

Non sono titolare di un master in politichese”, ha esordito il sindaco facendo sorridere Micron che, al solito, non aveva capito nulla. Tredici minuti di intervento per chiarire al radical chic dell’Eliseo che è ora di smettere di attaccare la Francia profonda ed un popolo che non ne può più dell’arroganza di una oligarchia ottusa e rancorosa.

E non è una coincidenza che, pochi giorni prima, sul versante piemontese dell’Occitania un parroco avesse sostenuto sostanzialmente le stesse cose di fronte all’arroganza di chi, con un potere ovviamente molto più limitato, pretendeva comunque di imporre alla popolazione della vallata le decisioni prese a tavolino da chi sui monti non ci vive.

Curioso che siano vecchie nazioni di inesistenti Stati a ritrovarsi sulle medesime posizioni senza alcuna necessità di coordinarsi. E Sardegna.admaioramedia.it interviene per rimarcare le analogie tra la protesta dei pastori dell’Isola ed i gilet jaunes francesi. Non tanto sul problema meramente economico, dove esistono anche responsabilità della filiera sarda a partire dai pastori per arrivare ai caseifici; ma sul fronte sociale dove esplodono le tensioni nei “rapporti città-campagna, centro-periferia, aree urbane-zone interne”.

Sembra di leggere gli interventi dell’occitano Mariano Allocco anche su queste colonne. È dunque evidente che il problema è sempre più sentito ed occorre una soluzione in tempi brevi. Che non può essere affidata agli ottusi oligarchi che sono i responsabili della frattura. Per il momento risposte intelligenti e convincenti non sono arrivate, neppure da quelle forze che hanno assicurato il cambiamento.

Occitania, Sardegna, Catalogna, ma le proteste si stanno estendendo in tutta Europa. E non basterà l’ipocrisia di qualche lista civica per riassorbire non il malcontento ma la rabbia sempre più evidente.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



Maina

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST