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L’Italia vuole riprendersi il ruolo di protagonista nel Mediterraneo, anche se per far questo occorre una politica spregiudicata che, immancabilmente, attira le critiche della disinformazione di servizio.

Il premier Conte gioca di sponda con Trump per assicurare a Roma un ruolo strategico nella complessa partita libica.

Ma al quotidiano torinese di De Benedetti-Elkann l’iniziativa non piace. Meglio lasciar fare a Macron che, approfittando della totale incapacità italiana sul fronte della politica estera, ha potuto fare tutto ciò che voleva.

La Busiarda, così viene definito il quotidiano torinese, lascia intendere che la colpa sia del governo giallo verde che ha perso tempo prima di insediarsi, permettendo a Macron di intervenire.

Peccato che in quel momento fosse ancora in carica il governo Gentiloni. Così come un governo era in carica quando Berlusconi permise a Sarkozy di fare i suoi porci comodi in Libia insieme agli inglesi e con il sostegno degli Stati Uniti.

Ora che l’Italia corre ai ripari, i disinformatori protestano, si indignano. Perché una simile decisione italiana mette a rischio i rapporti con l’Unione europea che è contraria al protagonismo di Roma e vuole che la Penisola continui ad essere un territorio dove confinare tutti i migranti.

Lo si è visto quando il nuovo governo si è accordato con Tripoli per creare centri di accoglienza per migranti a sud delle frontiere libiche. Bruxelles ha subito protestato, sostenendo che i centri non possono stare in Africa ma solo in Europa, casualmente nei Paesi dove sbarcano i migranti.

Ovvio che, di fronte a queste cialtronate, l’Italia provi ad arrangiarsi da sola, cercando alleanze insolite o gestendo in modo insolito i tradizionali rapporti. La Libia rappresenta una sfida difficile, ma è indispensabile vincerla.

Per bloccare l’invasione ma anche per portare a casa ricche commesse. Quelle che vuole Macron ai nostri danni. Ma in Libia occorrerà confrontarsi anche con Mosca che ha una forte influenza sulla Cirenaica. Senza dimenticare il ruolo dell’Egitto.

Una realtà complicata che diventa ancora più complessa a causa dell’atteggiamento dei media che giocano contro gli interessi italiani.


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