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Italia cinica e vomitevole.

Sono trascorsi pochi mesi dalle dichiarazioni di Micron e del portavoce del suo partito En Marche, ma tutto sembra essere cambiato.

Allora il presidente francese, seppur in difficoltà, pareva avere ancora il controllo della situazione nell’Esagono. Mentre il governo giallo verde italiano muoveva i primi difficili passi. Poi sono arrivati i gilet jaunes e l’Eliseo ha deciso di usare la forza contro il popolo francese per tutelare il diritto allo shopping dei bobo parigini.

Una forza che, a livello verbale, è stata utilizzata anche contro Di Maio e Salvini, colpevoli di aver solidarizzato con i gilet jaunes.

Indebita ingerenza, hanno tuonato da Parigi. L’Italia pensi ai problemi suoi, noi non interferiamo in casa d’altri, hanno proseguito.

Dunque attaccare l’Italia con insulti per la politica migratoria non è una interferenza ma una semplice espressione di opinioni.

Utilizzare Moscovici per mettere sotto attacco l’Italia per un deficit al 2,4%, mentre si tollera senza problemi il 3,4% francese, non è ingerenza ma simpatica faziosità.

Mentre solidarizzare con chi attacca la banda Micron è inaccettabile.

Ma non era stato il toy boy parigino a sostenere la necessità di un’Europa senza confini interni? Con un solo esercito ed una sola politica? Non si era ipotizzato un fronte comune europeo, guidato proprio da Micron, per battere i populisti alle elezioni europee di primavera?

Già, tutto vero. Ma anche il Pd italiano sognava la leadership di Micron prima che esplodesse la rabbia dei paysans. Prima che lo scontro tra i bobo parigini e la provincia profonda francese facesse emergere il disgusto nei confronti della politica di En Marche. Prima che i sondaggi sottolineassero la scarsa popolarità del presidente ed il crescente odio nei suoi confronti.

Di Movimento transnazionale non si parla più, adesso.

Il nervosismo del governo parigino assediato si nota dalla reazione stizzita contro la solidarietà italiana ai gilet jaunes. Si nota nella macchina repressiva messa in atto.

Mentre la fortuna dell’Eliseo è rappresentata dalla scarsa capacità di reazione dei partiti tradizionali, oscillanti tra solidarietà alla protesta e timori di essere indicati come sostenitori delle manifestazioni violente.

Vale per Marine Le Pen come per Mélenchon.

Così, per la fortuna di Micron, una delle promotrici dei gilet jaunes ha deciso di crearsi un partito in vista delle elezioni europee. Gli Emergenti, si chiama la nuova formazione che potrà togliere voti sia alla destra della Le Pen sia alla sinistra di Mélenchon. In questo modo la sconfitta di Micron e di En Marche apparirà meno evidente poiché i media di servizio – che non sono una esclusiva italiana – potranno dedicare più spazio al ridimensionamento delle ali estreme. E gli Emergenti a Bruxelles potranno allearsi con chiunque, togliendo forza ai movimenti sovranisti che hanno già non poche difficoltà nel coordinarsi.


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