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La bocciatura della manovra italiana da parte degli euro burocrati era attesa e non assomiglia a quelle di Babbo Natale.

Le sedicenti opposizioni italiane, quelle bocciate dal voto popolare, sono insorte ripetendo – come gli studenti più ottusi che imparano la lezione a memoria poiché non sono in grado di capirla – la litania dei risparmi degli italiani in pericolo e banalità connesse.

La manovra poteva essere migliore? Sicuramente sì. Ma le ricette predisposte negli anni scorsi dagli strilloni di oggi a quali risultati hanno portato?

Innanzitutto alla crescita del debito ed è proprio sull’eccessivo indebitamento – provocato dai governi a guida Pd, a guida Forza botulino ed a guida del Grigiocrate Monti – che ora gli euro burocrati ci bacchettano.

Più debiti per la crescita? Macché. I grandi esperti che piacciono all’Europa e che ora strillano hanno portato l’Italia alla crescita più bassa in Europa ed a livelli insostenibili di disoccupazione, a partire da quella giovanile. Le politiche industriali per compiacere i prenditori hanno favorito la fuga dei cervelli, attratti da retribuzioni più alte e da minor precarietà dei contratti. La situazione sanitaria è peggiorata, la qualità della vita pure, il numero di chi vive al di sotto della soglia di povertà è raddoppiato.

Ed ora i responsabili del disastro vorrebbero che si proseguisse sulla medesima strada. D’altronde i risultati delle politiche che piacciono a Juncker e compagni di merende si possono vedere in Grecia: record di suicidi per disperazione, boom dei bambini non vaccinati per mancanza di soldi, record di disoccupazione, aspettative di vita in calo, istruzione in diminuzione.

Ma il Pil cresce, gongolano prenditori ed affamatori. A dimostrazione che costoro non governano in nome del popolo ed a vantaggio del popolo, ma solo per rapinarlo a vantaggio dei pochi oligarchi.

Le politiche economiche che piacciono a Pd e Forza botulino porterebbero al definitivo annientamento del ceto medio, interamente proletarizzato. E ad un dilagare ulteriore della povertà.

È però vero che la manovra non è per nulla entusiasmante sul fronte della crescita, dello sviluppo. In teoria, in un Paese normale, dovrebbero essere gli imprenditori a trascinare l’economia investendo le proprie risorse. Ma in Italia gli imprenditori sono pochi ed i prenditori una moltitudine.

Dunque i soldi, nostri, deve metterli lo Stato. Socializzare le perdite e gli investimenti e privatizzare gli utili.

Ovvio che chi incassa grazie ai soldi pubblici ed allo sfruttamento legalizzato mandi i suoi parlamentari a protestare contro una manovra che cambia i parametri.

Però, senza crescita, tutti i conti della manovra non funzionano. E questo è un problema reale. Non si può far finta di avere capitani coraggiosi quando si ha a che fare con marescialli di fureria abituati ad evitare i campi di battaglia.


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