fbpx
Usarci


L’Europa ha battuto un colpo. Proprio per bocca del presidente della Commissione, Jean Claude Juncker. Un intervento risolutivo sui migranti? Una presa di posizione netta per la cancellazione degli insostenibili accordi di Maastricht? Una nuova strategia sulle alleanze internazionali? Macché.

L’Europa ha preso la solenne decisione di cancellare l’ora solare e di utilizzare solo l’ora legale. Così come richiesto dai Paesi del Nord. Pare che il referendum su questo aspetto fondamentale si sia svolto anche in Italia, peccato che nessuno se ne sia accorto.

Il cambio dell’ora, così come la curvatura delle banane, è uno di quei temi che producono risentimento nei confronti di una banda di burocrati strapagati per occuparsi di questioni più importanti.

Ma sull’abolizione del limite del 3% di deficit si glissa sempre, sui migranti si rinvia, sugli accordi internazionali non si decide. E si lascia che ogni Stato si faccia gli affari suoi. Beh, non tutti gli Stati: l’Italia no.

Così, in questi giorni, la Germania si è mossa autonomamente per creare un sistema di pagamenti europei che consentano di evitare le assurde sanzioni imposte da Trump contro l’Iran per penalizzare non solo Teheran ma anche e soprattutto l’Europa intera, la grande avversaria degli Stati Uniti.

Al contempo si è mossa anche la Francia, con un criminale intervento in Libia per rinfocolare la guerra civile e cacciare l’Italia da Tripoli. D’altronde il ministero della Difesa italiano non sembra in grado di reagire in alcun modo, condizionato com’è da Mattarella. E agli Esteri non va molto diversamente.

In Francia, invece, Macron sta utilizzando i militari e la politica per cercare di ovviare al crollo dei consensi interni. L’economia transalpina non cresce, il ministro dell’Ambiente si è dimesso perché si è sentito preso in giro dalla politica del governo e del presidente, il “gorilla” di Macron è nei guai per aver aggredito dei manifestanti.

E allora come arma di distrazione di massa si utilizzano la Libia e gli attacchi contro il governo italiano. D’altronde Macron sa di poter contare sul sostegno dei media italiani che sono scatenati contro l’Italia invece che contro la Francia.

E intanto Juncker, tra un bicchiere e l’altro, si occupa di spostare le lancette dell’orologio.

Non è questa Europa che può difendere il Vecchio Continente dagli attacchi di Trump, non è Mogherini che può aver credibilità nei rapporti con Russia, Turchia, Iran, Cina. Non sono questi commissari che possono partorire una proposta intelligente per il rilancio dell’economia europea.

Ma aspettare la prossima primavera per un cambiamento radicale della composizione del parlamento europeo, e poi delle commissioni, può essere rischioso.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



Maina

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST