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Dalla Sardegna al Piemonte le attuali opposizioni, convinte di poter tornare a governare dopo le elezioni regionali, si indignano per nomine ed assunzioni varie decise dalle attuali giunte regionali in scadenza.

Tutto regolare sotto l’aspetto giuridico, tutto abbastanza ignobile dal punto di vista della correttezza. In ogni caso certo non una novità.

Nell’imminenza di un voto, chi sta governando cerca di piazzare i suoi fedelissimi per garantire loro un lavoro ed una retribuzione ma anche e soprattutto per assicurare che la pletora di funzionari, dirigenti, consulenti e burocrati vari possa ostacolare il lavoro di chi arriverà dopo.

Una prassi che vale per i ministeri, per le Regioni, per i Comuni. E le varie anime delle destre hanno ragione a protestare contro una prassi che vede sempre le sinistre protagoniste. Hanno molta meno ragione quando il vero problema è rappresentato dall’incapacità di queste stesse destre di provvedere a nomine di alto livello anche quando arrivano a governare. Alto livello? Basterebbe un livello decente, ma è raro persino quello. Forse sbaglia la sinistra di governo a procedere con queste nomine degli ultimi giorni poiché, vista la mancanza di concorrenti, riuscirebbe come sempre a far scegliere i propri fedelissimi anche dagli avversari, subito dopo il voto.

Sarebbe invece bello, prima del voto, poter scorrere non solo l’elenco delle promesse elettorali contenute nel programma e che non saranno mantenute, ma anche un elenco delle persone a cui saranno affidati gli assessorati, gli incarichi nelle fondazioni, nelle società partecipate o controllate, negli enti vari finanziati dalla Regione o dal Comune. Non soltanto i presidenti, ma anche i consiglieri designati.

Chi si occuperà di economia e finanza? Chi gestirà una biblioteca? Chi avrà voce in capitolo nei trasporti? Chi guiderà gli ospedali? Perché, in passato, le destre che hanno conquistato le Regioni ed i Comuni, grandi e piccoli, si sono spesso suicidate per la totale incapacità di gestire la complessa macchina che permette il funzionamento. Assenti dalle Università, assenti dalla magistratura, assenti dai vertici delle associazioni di categoria.

È più comodo, indubbiamente, scagliarsi contro gli avversari che occupano tutto, anche a tempo quasi scaduto, piuttosto di indicare alternative non fumose ma concrete su chi farà cosa. Ma accorciando la linea altrui non si allunga la propria.


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