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Lo scorso autunno, in Trentino, il think tank Il Nodo di Gordio ha lanciato il progetto “La speranza divampa” come segnale per il ritorno sulla scena, da protagonista, del mondo della montagna

Nei giorni scorsi, su Electomag, abbiamo presentato il progetto di alcuni montanari delle Alpi di creare un partito politico che rappresenti le Terre Alte.

Ora una risposta arriva dagli Appennini, dove in Abruzzo si è già presentato il movimento Montagne Unite che si pone l’obiettivo di tutelare il Gran Sasso e i monti della Laga.

Davide Peluzzi, esponente del gruppo abruzzese, spiega che gli orizzonti sono però molto più vasti perché ci si rivolge ai popoli delle Terre Alte di tutto il mondo. Senza esclusione di continenti perché i problemi della montagna sono comuni, dalle Ande all’Atlante.

Ovviamente si deve necessariamente partire dall’Italia ed i programmi del movimento abruzzese sono molto simili ai progetti occitani o trentini

Salvaguardia dell’ambiente perché un territorio tutelato attrae turisti alla ricerca della natura “vera” e non di un parco giochi fuori città; una economia montana che non dipenda solo dal turismo; studi di livello universitario anche sulle Terre Alte; valorizzazione delle proprie tradizioni e della propria cultura perché solo con una profonda conoscenza di se stessi e della propria specificità culturale si può dialogare con gli altri; miglioramento delle infrastrutture a partire da quelle per i collegamenti; sostegno alle attività artigianali e alle professionalità presenti sul territorio.
Sono le priorità illustrate dal Nodo di Gordio con La speranza divampa, sono i punti programmatici stilati da Mariano Allocco che ha promosso l’Accademia delle Terre Alte coinvolgendo Università e Politecnico di Torino. E il ruolo fondamentale dell’Appennino era stato sostenuto, nel convegno in Trentino, da Marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa del Cnr.

Il passo che serve adesso è mettere in contatto queste realtà, è fare in modo che si costituisca una rete funzionante ed efficiente

È favorire gli scambi tra Alpi ed Appennini, incontri culturali, conoscenza più approfondita.

Ovviamente il nostro giornale è orgoglioso di essere stato individuato come possibile ponte tra queste realtà, come punto di incontro informativo e, si spera, anche formativo.

Adesso tocca alle Terre Alte compiere i passi concreti verso una integrazione di programmi e progetti perché dalle vette si può anche ammirare il mondo rimanendo da soli o comunque in silenzio. Ma quando si scende a Valle bisogna parlare, e a voce alta, se si vuol essere ascoltati da chi preferirebbe confinare i montanari in qualche riserva lontana dal potere.

Photo credits by Augusto Grandi


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