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Dopo la cena di Conte con i Giuda della Commissione europea i soliti giornali italiani hanno spiegato che l’Italia è sempre più isolata e che il destino è segnato, tra mega multe e punizioni infinite.

Dimenticando che l’Italia è un contribuente netto dell’Europa e che alcuni dei Paesi che strillano contro il governo giallo verde si ritroverebbero in gravi difficoltà senza i contributi versati dall’Italia.

Anche sul fronte dell’isolamento ci sarebbe qualcosa da ridire.

L’Ungheria populista contro l’Italia populista, hanno assicurato i media italiani. Ignorando, ovviamente, la smentita del governo di Budapest. Che sarà, forse, una smentita di comodo per prendere tempo, ma comunque è arrivata ed è stata ignorata.

Così come è passata quasi inosservata la visita a Roma di Lavrov, il potentissimo ministro degli Esteri russo. D’altronde come si potevano riferire i complimenti russi per il vertice di Palermo sulla Libia dopo aver sostenuto che non era arrivato nessuno e che era stato un flop?

Ma se i media di servizio possono continuare a svolgere il compito assegnato loro da interessi ben precisi, e non solo italiani, la responsabilità è anche e soprattutto del governo e dei movimenti che lo sostengono.

Si minacciano tagli alle sovvenzioni ai giornali, che tra l’altro restano a livello di minaccia, e si evita accuratamente di impegnarsi per fornire una informazione alternativa.

Perché mai i quotidiani di De Benedetti dovrebbero raccontare una realtà favorevole al governo che combattono? Per amore di una Patria che non amano? Perché mai la galassia Mediaset dovrebbe informare correttamente? Per favorire un ulteriore crollo di Forza botulino?

Il governo sta commettendo numerosi errori, come qualunque governo. Ma il più grave è che non sa raccontare le iniziative giuste, i primi risultati ottenuti. Sia sul fronte interno sia su quello internazionale. Emerge la debolezza della squadra nel suo complesso, e si aggiunge la mancanza di rapporti con quella base tanto coccolata in campagna elettorale e subito dimenticata dopo la conquista delle poltrone.

L’alibi del “troppo impegno” rappresenta solo la conferma che dietro le prime linee c’è il vuoto, che i quadri non sono all’altezza della situazione e prevale il terrore all’idea di coinvolgere qualcuno al di fuori dei militanti.

Chi deve spiegare cosa sta succedendo nei rapporti con la Russia? Mosca interverrà economicamente a favore dell’Italia? Già la visita di Lavrov ha creato le opportunità per nuove commesse per le aziende italiane.

Ma chi lo racconta a Confindustria e all’Api che incassano i vantaggi e continuano ad attaccare il governo che glieli procura?

Servono atteggiamenti più coraggiosi e più incisivi. Per evitare che il consenso si riduca per una informazione falsa ed a senso unico.


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