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L’allevamento di animali da pascolo è da mantenere per motivi ecologici, culturali e sociali; come anche il mantenimento della diversità delle specie ed il paesaggio culturale…Promuoveremo lo sviluppo sostenibile nella viticoltura, nello specifico per i pendii ripidi… La bioenergia contribuisce a raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici… La produzione del latte ha un significato emergente per l’agricoltura, soprattutto in vista di una gestione dei pascoli con copertura globale delle aree. Noi vogliamo sviluppare misure cautelative e strumenti per essere maggiormente preparati in vista di pesanti crisi del mercato lattiero in avvenire”.

Nessuno si illuda

Le dichiarazioni e gli impegni non fanno parte delle promesse elettorali di qualche partito italiano. Sono alcuni punti dell’accordo di governo tra Cdu-Csu e Spd. La Germania è attenta alle sue montagne anche se l’estensione è limitata.

L’Italia ignora Alpi e Appennini nonostante un territorio nazionale in larga parte montano

Gli unici provvedimenti previsti sono quelli che porterebbero, nel caso improbabile di successo di un partito di governo, all’eliminazione dei diritti dei montanari nella gestione del proprio patrimonio boschivo. In nome dell’economia, sia ben chiaro.

Le responsabilità, però, sono in primis dei montanari

Incapaci di fare sistema tra di loro, pronti a reagire pavlovianamente di fronte ad ogni manifestazione relativa a vicende di oltre 70 anni fa e che servono solo per non occuparsi dei problemi attuali. Armi di distrazione di massa mentre i soliti grandi gruppi si appropriano della gestione delle risorse idriche ed idroelettriche.
Lo scorso autunno, in Trentino, è stato organizzato un convegno dal titolo “La speranza divampa”, proprio per offrire alla montagna una prospettiva nuova, in grado di affrontare il futuro con i suoi problemi e con le sue opportunità. Non è stato sufficiente il successo della manifestazione per far sì che altre Terre Alte provassero a far proprio il progetto, ad ampliarlo, ad estenderlo sull’intero Arco Alpino e sugli Appennini.

Meglio fare per proprio conto, con piccole iniziative disunite, invitando proprio quegli stessi personaggi che si rendono protagonisti del saccheggio della montagna. Tanto ci sarà sempre un bel ricordo della guerra per cancellare ogni speranza ed ogni volontà di cambiare.

Photo credits by Augusto Grandi


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