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La Lega si ritrova oggi a Pontida e si gode il trionfo dei dati pubblicati da Pagnoncelli sul Corriere della Sera: primo partito con oltre il 31% di intenzioni di voto.

Davanti al Movimento 5 Stelle che resta, comunque, quasi al 30%. Dunque il governo, nonostante i tentativi di divisione messi in campo da giornali di servizio e tv politicamente corrette, non solo tiene ma aumenta i consensi, oramai al 60%.

Regge anche il Pd, poco sopra il 18% mentre a sinistra spariscono le frange dure e pure e nel centro destra Forza botulino si aggrappa ad un misero 8,3% con Fdi che scende a poco più del 2%. Risultati clamorosi ma certo non sorprendenti.

La sinistra, di fronte all’avanzata dell’onda gialloverde (ormai verdegialla), si ricompatta intorno ad un Pd deludente ma che si pone come unica opposizione politica. Se solo disponesse di una classe politica meno inadeguata, il Pd potrebbe davvero tornare a crescere. Magari con un programma di tutela degli italiani onesti e non solo degli spacciatori, dei criminali di ogni nazionalità, degli intellettuali petulanti (in ordine di gravità).

Sul fronte opposto il vecchio sultano di Arcore dovrebbe accorgersi che le continue isterie televisive di Gelmini e Bernini non portano consensi ma provocano soltanto fastidio ed irritazione.

Si può fare opposizione, ma con intelligenza, con competenza, anche a toni elevati ma senza faccine astiose.

Quanto a Meloni, la sua chiusura nel ridotto romano dimostra i limiti della classe dirigente nazionale proprio dopo che le amministrative hanno evidenziato, al contrario, l’esistenza di politici locali decisamente migliori.

Ma il problema della classe dirigente si pone anche per la Lega alle prese con l’assalto di chi vuol salire sul carroccio dei vincitori.

A Torino si sta delineando uno strappo a sinistra con i Moderati, che appoggiano il Pd in Piemonte, pronti a passare con il centro destra alle regionali del prossimo anno.

Non è detto che sia un grande affare per Lega, Forza botulino e Fdi. Il parterre che ha accompagnato il primo confronto pubblico tra Lega e Moderati ha visto la presenza di troppe persone senza arte né parte in cerca di poltrone, strapuntini, posti di lavoro.

Il valore aggiunto è limitato a pochissimi individui. Come sempre accade in Italia quando cambia il vento e, di conseguenza, anche le bandiere. Da Pontida potrebbe arrivare un segnale diverso, almeno per una volta.


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