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Piace alla gente che piace.

Un vecchio slogan pubblicitario che ora non funzionerebbe più.

La gente che piace – ha giustamente sottolineato Pietrangelo Buttafuoco su Il Tempo – ora non piace più. Cresce il disprezzo e la rabbia verso il nugolo di cialtroni che si sono ingrassati sulle spalle di chi ha lavorato onestamente ad ogni livello.

I cialtroni si difendono sostenendo di essere l’élite composta dai grandi cervelli della nazione. Ma contro di loro si schierano architetti, ingegneri, medici, scienziati, persino qualche raro giornalista (certo non quelli che si sono indignati per gli applausi dei genovesi a Salvini, Di Maio e Toninelli e per i fischi a Pinotti e Martina).

Gente altrettanto se non più preparata ma meno complice degli squallidi giochi di potere che hanno garantito notorietà e prebende. Non analfabeti funzionali o populisti ignoranti, come cerca di definirli la banda di squallidi servitori dei cialtroni. Ma persone per bene che ogni giorno vanno a lavorare per garantire un futuro ai propri figli. Indubbiamente colpevoli di pensare prima alla propria famiglia e non a chi millanta di fuggire da guerre inesistenti. Gente per bene che ha perfettamente capito il lercio giochino delle concessioni autostradali e che ha capito anche chi sono i responsabili di queste regalie ai soliti noti. Gente che non ha capito perché l’ex ministro Del Rio abbia fatto finta di niente di fronte ad interrogazioni parlamentari sullo stato del viadotto Morandi perché troppo impegnato ad occuparsi dello Ius Soli.

Ha ragione Buttafuoco, questa gente non piace più. Non interessano più le vicende private di sedicenti Vip, disgustano i programmi televisivi sui rapporti personali tra divi in disarmo ed aspiranti starlette in cerca di visibilità ad ogni costo. Un mondo falso che non fa più sognare ma che provoca solo indignazione.

Ma forse sbaglia, Buttafuoco, quando si illude che Berlusconi sia non solo in grado di capire questo cambiamento della società (e questo è possibile), ma anche di cavalcarlo imponendo a Forza botulino una radicale inversione di rotta. Gli esponenti del suo partito si sono contraddistinti, in questi ultimi giorni, per la difesa dei concessionari autostradali e per l’indifferenza nei confronti delle vittime che – secondo i forzisti – dovrebbe rassegnarsi ad aspettare i tempi eterni della giustizia italiana che non ha mai brillato per condanne esemplari nei confronti dei poteri forti.

Buttafuoco forse è convinto che Berlusconi sia pronto a cacciare di casa Dudu e tutto il mondo che gira intorno al cane. Peccato che i Tg Mediaset ogni giorno smentiscano questa speranza di cambiamento. Come la smentiscono Carfagna e Bernini, Brunetta e Tajani. Tutta gente che piaceva, ma che non piace più.


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