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Non è la farfalla che sbatte le ali negli Stati Uniti e non c’è un tornado dall’altra parte del mondo.

Però le Borse mondiali hanno registrato una brusca frenata e, contrariamente a quanto pensano le opposizioni in Italia, la colpa non è del governo giallo verde bensì delle Apple che ha comunicato di aver rivisto al ribasso le prospettive di business.

Il mercato cinese non tira più, o forse gli smartphone sono diventati meno interessanti per un mondo che ne possiede già troppi.

Però la reazione del mercato cinese era stata ampiamente sottovalutata da Trump quando aveva iniziato la guerra commerciale contro Pechino. Perché è vero che i cinesi sono estremamente pragmatici e molto attenti ai soldi, ma sono anche estremamente sensibili alle offese che ricevono dall’estero.

E dunque hanno cominciato a rinunciare ai prodotti Apple, anche perché ormai sono in grado di sostituirli con prodotti Made in China.

Un problema non da poco, considerando che quello cinese è ormai un mercato di riferimento obbligato.

È, ad esempio, il primo mercato mondiale dell’auto e quando Pechino ha deciso di puntare sull’auto elettrica, tutti i costruttori mondiali hanno dovuto seguirne l’esempio. Una prova che potrebbe ripetersi in altri ambiti.

Progressivamente si arriverà ad uno stile cinese imposto al mondo. Nella moda, nel cibo, nel design, nel cinema.

E le scelte cinesi, non solo quelle del governo ma soprattutto quelle dei consumatori, possono far volare o crollare le Borse di tutto il mondo. La vicenda Huawei ha dimostrato che gli Stati Uniti possono affrontare la partita con Pechino solo giocando in difesa.

Mancano di proposizione, di vitalità. Mentre la Cina avanza, in Africa, in Europa, in Asia, nelle Americhe.

La stupidità di Washington e delle sanzioni contro la Russia, con il coinvolgimento obbligatorio dell’Europa, ha portato Mosca in braccio a Pechino. Creando un asse anomalo, con la Russia in posizione di debolezza, ma impedendo all’Europa di stabilire una alleanza strategica con la Russia. Sanzioni che hanno indebolito l’Europa più ancora della Russia.

Ma a Bruxelles non giocano dalla parte degli europei, sono impegnati a distruggere tutto perché agli speculatori serve un’Europa debole, isolata a livello internazionale.

E allora servono le guerre di aggressione scatenate dalla Francia di Sarkozy, servono le minacce di Micron, serve indebolire l’Italia nel Mediterraneo.


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