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Non siamo al “vincere o morire”, ma per Fratelli d’Italia, il partitino di Giorgia Meloni, l’assemblea nazionale del 23 settembre potrebbe davvero rappresentare l’ultima occasione, l’ultima spiaggia.

E lo spiega bene Destra.it, non un giornale “nemico”. Gli errori disastrosi di una pessima classe dirigente sono sotto gli occhi di tutti.

E Carlo Ciccioli, appunto sul giornale online che fa capo a Marco Valle, ricorda come Fdi sia rimasta fuori dal Parlamento europeo per atteggiamenti insopportabili e discriminatori nei confronti del proprio ambiente proprio mentre la Lega, con decisioni coraggiose e di rottura con il passato, archiviava Bossi e avviava un percorso di crescita.

Ora, nuovamente in vista delle elezioni europee della prossima primavera, Fdi deve decidere se suicidarsi affidandosi ad una classe dirigente inadeguata (ed è un eufemismo) o se rilanciare cambiando completamente l’approccio al mondo che esiste persino al di là del raccordo anulare di Roma.

Ciccioli, che di Fdi fa parte, scrive che il partito non è in grado di offrire posti e prebende a chi si avvicina. Ma perlomeno deve essere in grado di offrire un sogno. Invece la banda romana, che gestisce il partito come fosse una Pmi priva di visione strategica, non offre sogni ma solo la prospettiva di garantire la propria inutile sopravvivenza. Davvero molto poco.

Eppure, ricorda Destra.it, laddove sul territorio hanno operato personaggi credibili, Fdi ha ottenuto risultati magari non soddisfacenti ma, comunque, accettabili come punto di partenza.

Peccato che sia mancata una strategia nazionale, un’idea credibile, un coinvolgimento di competenze e professionalità che, respinte dal romanocentrismo, hanno preferito rivolgersi alla Lega.

Le elezioni europee si avvicinano ma, ancora prima, si voterà in alcune regioni italiane. E si valuterà la capacità dei meloniani di intercettare un voto di chi non si è entusiasmato per i primi passi della Lega nel governo giallo verde o di chi si è disgustato per le posizioni filorenziane di Forza botulino.

Difficile, però, offrire un sogno agli italiani, del Nord o del Sud, quando si è convinti che l’ombelico del mondo sia la Garbatella. Il 23 settembre qualcuno dovrebbe avere il coraggio di spiegare a Meloni e soci che della Garbatella non frega niente a nessuno.


Le opinioni dei lettori
  1. Franco Cataldo   On   15 settembre 2018 at 10:59

    Perfettamente d’accordo su tutta l’anLisi prodotta. Aggiungo …..si possono fare scelte sbagliate, per carita’, ma non si puo’ , a mio avviso, impostare una intera campagna elettorale, Regionali 2018, da parte dirigenza su solo 2 nomi Ghera/Colosimo, con massimo rispetto per loro, ignorando tutti gli altri in lista. Tuttocon decine di telefonate che invitavano a votare solo loro, dimenticando di riunire, per fare punto situazione coloro che nelle amministrative avevano dato un buon contributo alla lista FDI. E se come ha fatto il sottoscritto, contestava il sistema, mi veniva risposto di optare per non ricevere sms!!!!!!!!!!! da parte FDI.
    Ecco questa e’ FDI oggi. Ben venga un confronto serio e schietto.

  2. Franco   On   15 settembre 2018 at 13:57

    È vero che il nativo del 193…, non e stato sufficiente Saggio a proteggere i suoi cuccioli di F.I.
    È anche vero che la maggior parte dei collaboratori di F.I., sono rimasti Fedeli all’ideale del Tricolore per una Italia futura.

    Secondo le mie esperienze umanistiche, ho trovato errato, e tuttora disapprovo coloro che si sono adoperati per frammentare F.I.
    Non è stato salutare, polemizzare il nuovo, governo fatto con M5S e la Lega in nome di un fittizio Centro Destra, fatte da alcune persone Voltagabbana.

    Se oggi abbiamo ottenuto alcuni risultati, abbastanza importanti per ripresa della Dignità italiana.

    Grazie a Conte, Salvini e Di Maio, sono i rappresentanti migliori per il Popolo sofferente, per merito di prima e durante la ROTTAMAZIONE.

  3. franco vitolo@tiscali.it   On   15 settembre 2018 at 14:45

    Per me solo Storace ha rischiato e subito l’isolamento per aver tentato di ricostruire la casa della destra che stava scricchilando. La meloni l’ha sempre schifato e non ha dato una mano. Per lei esiste solo il partito della Meloni. Il mio voto se lo può scordare.

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