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Bloccando le navi dei trafficanti di schiavi, Matteo Salvini ha toccato molti nervi scoperti. Gli ultimi a reagire scompostamente sono i vertici dell’Onu. A rispondere a questa assurdità è l’ambasciatore Carlo Marsili.

«Sorprende l’annuncio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, di voler inviare una commissione di indagine in Italia. Va a sua parziale discolpa il fatto di essere di fresca nomina, e di non aver quindi chiaro il quadro di come e dove nel mondo si violino davvero i diritti umani. Temo che cominci dal posto sbagliato. L’ Italia è uno Stato di diritto e i reati di razzismo vengono puniti così come lo sono quelli commessi dalle persone potenzialmente destinatarie di tali reati. Eppure qualche viaggetto la signora in questione lo ha pur fatto da Presidente cilena. Sarei curioso di sapere se non abbia mai stretto la mano al Presidente di un Paese di cui ora, nel suo nuovo mandato, dovrebbe occuparsi ben più del nostro».

Ma forse, considerando che si tratta dell’Onu, la scelta di inviare il gruppo vacanze ha soprattutto motivazioni turistiche.

D’altronde è sufficiente scorrere il bilancio della Fao, la struttura dell’Onu che dovrebbe occuparsi della lotta contro la fame nel mondo, per rendersi conto che la spesa maggiore non è destinata ad aiutare gli affamati dei Paesi più poveri ma a garantire la sopravvivenza della struttura, tra sedi prestigiose ed eleganti (nella foto la sede romana) e cene raffinate per i miracolati strapagati dell’agenzia.

Nel frattempo, nelle città italiane, si moltiplicano i ragazzi con pettorine dell’Onu che raccolgono soldi destinati alle varie agenzie. Sarebbe interessante scoprire che parte dei soldi raccolti finisce ad affamati e disperati e quanto, invece, viene utilizzato per le gite premio dei componenti delle agenzie.

La commissione di indagine annunciata da Bachelet dove sarà ospitata? Valuterà gli episodi di razzismo a Roma, Venezia, Firenze, Portofino? Potrebbero valutare anche gli atteggiamenti xenofobi in via Montenapoleone a Milano, tra uno shopping e l’altro. Oppure scrutare occhiate anti Rom tra i tavoli di un ristorante pluristellato a bordo lago.

Ovviamente un salto tra rifugiati e campi nomadi dovranno pur farlo, magari con mascherine e guanti come han fatto i politici “solidali” saliti a bordo della Diciotti.

Ma nessuno verrà invitato a vivere nei palazzi delle Nazioni Unite. Poi una bella doccia e via in hotel per una sauna rilassante. Davvero utili, queste agenzie dell’Onu.


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