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Non bastano le buone idee per realizzare progetti di successo. Servono anche uomini e donne intelligenti, competenti, capaci.

Ieri, su Noreporter.org, un interessante articolo ricordava il progetto Kerneuropa, una confederazione che dovrebbe coagulare intorno alla Germania i Paesi vicini ed economicamente compatibili. Dall’Austria alla Slovacchia, dall’Olanda al Belgio, dalla Repubblica Ceca alla Francia, dalla Danimarca alla Slovenia. Oltre all’Italia settentrionale e, probabilmente, la Catalogna.

Gabriele Adinolfi, che guida il centro studi Polaris, assicura che nel progetto, che risale agli Anni 90, rientrava anche la Gran Bretagna e che, dopo il voto per la Brexit, è stato proposto all’Italia di prenderne il posto. Forse, in tal caso, tutta l’Italia e non solo il Nord.

I problemi sono evidenti ed alcuni sono rimarcati da Giorgio Da Gai, autore dell’analisi. In primo luogo gli ideatori sono alcuni politici ed economisti tedeschi tra cui Schaeuble, il famigerato ministro dell’economia di Angela Merkel. Cioè il responsabile maggiore della distruzione della Grecia, un sostenitore della definizione Pigs, cioè i Paesi da cui prendere le distanze: Portogallo, Italia (e Irlanda), Grecia e Spagna.

Difficile, anzi impossibile, qualsiasi adesione ad un progetto che fa capo a simili personaggi. Assolutamente non in grado di comprendere la realtà al di fuori dei propri confini. E, dunque, incapaci di gestire qualsiasi rapporto internazionale.

La Germania ha tutta la forza necessaria per essere la locomotiva della nuova Europa, ma non ha la capacità intellettuale per diventarlo. Ha giustamente rivendicato la propria indipendenza da Washington, suscitando le ire di Trump, ma non è stata capace di creare un asse forte e credibile con la Russia, anche in funzione di difesa dalla crescita del peso cinese. Si è inventata una farsa di Europa Carolingia con il pessimo Micron che sta gestendo malissimo la presenza della Francia in Africa, ed ha creato rancori a sud delle Alpi. Non male per chi ipotizzava una nuova aggregazione per creare un’Europa più forte.

L’Italia, ovviamente, ha delle responsabilità, delle colpe. La corruzione italiana è una vergogna, la magistratura rappresenta la vera emergenza, più ancora delle difficoltà economiche a cui contribuisce in larga misura il malaffare non contrastato adeguatamente. Il lassismo italiano è fonte di scherno internazionale, più delle avventure erotiche del sultano di Arcore. E l’inadeguatezza del ceto imprenditoriale favorisce l’inserimento delle mafie che garantiscono affari illeciti a chi non è capace di guadagnare in modo onesto.

Gli euro burocrati e gli euro speculatori, ma pure quelli extra europei, non sono però interessati a far funzionare la giustizia italiana. A loro interessa solo che l’Italia diventi un immenso campo profughi dove pescare schiavi da far lavorare a bassissimo costo nella Penisola o dove reclutare manodopera qualificata da trasferire in altri Paesi. Per questo non servono giudici rigorosi ma magistrati politicizzati che non intervengano contro i nuovi schiavi che delinquono.

E allora diventa inevitabile che il progetto Kerneuropa fallisca. Perché sono fallimentari coloro che vorrebbero gestirlo.


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