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Steve Bannon è il nuovo viceré a cui è stato affidato il controllo dell’Italia. Perché è stato sufficiente un accenno del presidente del consiglio, Conte, ad un auspicabile allentamento delle sanzioni contro la Russia di Putin per chiarire che il nostro non è un Paese a sovranità limitata ma, semplicemente, un’espressione geografica eterodiretta. E Trump ha affidato appunto a Bannon il ruolo di supervisore, di ispiratore.

Non il solito rozzo cowboy yankee, non il cinico Ledeen che suscitava anche repulsione e che aveva un odio atavico nei confronti dell’Europa (non come istituzione ma come gruppo di popoli e di culture), ma un personaggio che ha buoni studi alle spalle. Studi di tipo europeo, con incursioni tra autori collocati nella nebulosa della destra, a cominciare da Evola.

Un autore da riscoprire perché Lino Guaglianone, uno che non parla mai a caso e mai di vicende che non conosce, intervenendo a un convegno torinese ha raccontato della passione evoliana di Gianroberto Casaleggio. Un tema da approfondire, così come i rapporti di Bannon.

In ogni caso l’amministrazione americana ha provveduto immediatamente a mettere in riga il Governo gialloverde quando ha provato ad esprimere un’idea di libertà. Nessuna apertura alla Russia, hanno tuonato da Washington; nessuno sconto a Putin, ha aggiunto Merkel.

Curioso che gli ordini statunitensi siano arrivati proprio pochi giorni dopo che Trump ha imposto i dazi contro l’acciaio anche italiano. Dunque gli americani penalizzano le nostre produzioni ma pretendono che non riduciamo le sanzioni contro la Russia. Oltre, ovviamente, al divieto di trattare con l’Iran. Insomma, dobbiamo commerciare solo con gli Stati Uniti ma accettando, senza fiatare, di essere penalizzati con i dazi. In cambio, tutt’al più, possiamo rivalerci sulle importazioni di 4 moto americane che rappresentano una quota infinitesimale rispetto ai dazi sul nostro acciaio.

Ma è ancora più assurdo il monito di Merkel. La cancelliera era già stata in prima linea nell’impedire all’Italia di realizzare il South stream, il gasdotto che ci avrebbe collegati con la produzione russa. A causa delle sanzioni, ovviamente. Ma mentre vietava all’Italia l’approvvigionamento diretto, Merkel trattava con Mosca per raddoppiare il North Stream, fregandosene delle sanzioni.

Un comportamento che chiarisce perfettamente come Merkel e la sua banda siano del tutto inadatti a guidare l’Europa. Ottusi, egoisti, privi di una visione continentale. Perfetti, dunque, per l’obiettivo di Trump e Bannon di svuotare l’Unione europea di ogni prospettiva politica e, successivamente, di ogni ambizione economica.


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