fbpx
Usarci


Prima gli arresti, a Cagliari, di alcuni nigeriani accusati di far parte di una associazione mafiosa; poi l’arresto di uno straniero “con passaporto palestinese” (ma cosa vuol dire? Che non sanno realmente di dove sia?) che stava per avvelenare un acquedotto sardo in nome dell’Isis.

E per concludere un ladro che, sorpreso in una casa di Cagliari, ha staccato un orecchio al proprietario e steso con un pugno un carabiniere intervenuto sul posto.

È evidente che gli arresti fanno parte di una ben precisa strategia del ministro dell’interno, Matteo Salvini, per gettare discredito sulle amministrazioni locali sarde che, di fronte agli sbarchi di clandestini dei mesi scorsi, avevano garantito che tutto era sotto controllo e che la criminalità era solo percepita ma di fatto inesistente. Criminalità importata o anche locale, forse nel caso del ladro azzannatore riuscito a scappare.

L’importante, per gli amministratori, è dimostrare prima delle imminenti elezioni regionali che la mafia nigeriana non esiste, che non esiste il rischio di terroristi sbarcati sull’isola, che la situazione è assolutamente tranquilla.

Certo che se poi ci si mettono i fans di Salvini ad infastidire un povero ladro al lavoro, allora diventa evidente che si tratti solo di una sporca manovra contro il Pd sardo.

Meno male che ci sono le anime belle, quelle sempre pronte a porre domande esistenziali: quante orecchie vale la difesa della “roba”? Perché mai il padrone dell’appartamento svaligiato è intervenuto per infastidire il ladro?

Sarebbe stato sufficiente lasciargli finire il lavoro, magari offrendogli anche un caffè, ed ora il derubato avrebbe le orecchie a posto senza dover pesare sulla sanità pubblica.

Quanto al carabiniere picchiato, è intervenuto mentre era fuori servizio, quindi si tratta chiaramente di un provocatore salviniano.

Ma anche nel caso della mafia nigeriana è evidente la provocazione di chiara matrice xenofoba. Impedire alla criminalità straniera di far concorrenza a quella italiana rappresenta una discriminazione bella e buona.

Cosa aspetta l’Onu ad intervenire ed a sanzionare l’Italia? Con questi atteggiamenti è inevitabile che l’Italia si ritrovi isolata dal consesso internazionale.

Un’Italia oscurantista e nemica della scienza, tanto da impedire ad una grande risorsa, che ci onora con la sua presenza, di compiere esperimenti scientifici immettendo sostanze pericolose in un acquedotto. È ricerca, mica terrorismo. Il poveruomo ha scelto la Sardegna poiché l’isola ha il record di ultracentenari e voleva mettere alla prova la loro resistenza fisica. O forse voleva aiutare Boeri a ridurre il numero delle pensioni.

In ogni caso bisogna impedire a Salvini di proseguire con queste operazioni xenofobe. In Sardegna la mafia nigeriana è solo percepita ed anche il veleno non fa male alla salute.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



Maina

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST