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Nuovo record negativo per l’Italia del lavoro e dei lavoratori. Lo annunciano i quotidiani di servizio, con sacrosanta soddisfazione nel poter accusare i nuovi barbari del cambiamento.

Peccato che le statistiche su riferiscano ai disastrosi governi Renzi e Gentiloni, quelli del “tutto va ben madama la marchesa”.

E non sono statistiche del perfido Salvini o dell’invidioso Di Maio, ma dell’amata commissione europea. Che spiega come l’Italia Made in Pd abbia conquistato la quarta posizione europea per numero di lavoratori poveri.

Sia chiaro, si tratta di lavoratori veri, quelli che sono occupati almeno sei mesi all’anno, non quella buffonata che piaceva tanto al bugiardissimo Renzi con l’occupazione riferita a chi aveva lavorato un giorno nelle ultime settimane.

Dunque per l’Europa siamo i peggiori dopo Romania (con il 17,4% di poveri tra gli adulti over 18 occupati), la Spagna, col 13,1%, e la Grecia a quota 12,9%. L’Italia renziana gentiloniana era al 12,2%.

Ma il nostro era l’unico Paese europeo in cui la percentuale è in crescita costante da anni: nel 2016 eravamo all’11,7% e nel 2008, quando si cominciarono a sentire gli effetti della crisi provocata dagli Stati Uniti, i lavoratori italiani che guadagnavano troppo poco rispetto al costo della vita erano il 9% mentre la Grecia era 5 punti al di sopra. Ora la derelitta Grecia ci supera per poco più di mezzo punto percentuale.

Sono i meravigliosi risultati ottenuti grazie a politiche dettate dai pessimi presidenti di Confindustria, imbeccati dagli speculatori finanziari internazionali.

Nel frattempo non è aumentata la produttività, non è migliorata la situazione dell’Italia ma è peggiorata la condizione degli italiani. Effetti delle politiche del Grigiocrate Monti, della piagnucolante Fornero, degli incapaci renziani e gentiloniani. Sono le politiche che piacciono a Bonino ed a Boccia, a Boschi e Fiano, a Calenda e Marcegaglia. Peccato che non entusiasmino né il 12% di lavoratori sfruttati né il numero ancora maggiore di disoccupati. Ma Forza Botulino, Renzi, Juncker, l’Ocse, Soros e Moscovici sostengono che la strada è giusta, che gli italiani devono impoverirsi ancora di più.

E non capiscono, tutti questi oligarchi con libertà di sproloquio, perché gli italiani abbiano preferito altri partiti ed altre strategie.


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