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Congruo. Già la scelta del termine, “congruo”, in un’Italia di analfabeti di ritorno e pure di andata, con un cospicuo numero di persone che conosce poche centinaia di parole del vocabolario, appare strana.

Forse anche pericolosa. Chi usufruirà del reddito di cittadinanza avrà l’obbligo di accettare un lavoro congruo.

Ma chi stabilisce se 500 euro al mese per lavorare sei giorni su sette alla cassa di un centro commerciale sono un’offerta congrua per un laureato in psicologia? Congruo rispetto a cosa? Al titolo di studio? Alla retribuzione rispetto all’impegno orario sempre in funzione del diploma o della laurea? All’età di chi richiede il contributo pubblico? Alla composizione del nucleo famigliare?

Il concetto di congruità spalancherà il portone dei ricorsi continui e di massa da parte di chi rifiuterà le offerte di lavoro con la scusa di non ritenerle congrue. Un errore colossale che discende dall’immotivata fiducia pentastellata nei confronti della giustizia italiana. Tutto finirà davanti ai magistrati che impiegheranno anni ed anni per arrivare ad una decisione definitiva.

E lo stesso varrà per il contrasto ai furbetti, in particolare tutti coloro che chiederanno il reddito di cittadinanza e si dedicheranno al lavoro nero. Che già è estremamente diffuso e che non viene scoperto o sanzionato. Non basta prevedere punizioni esemplari, bisognerebbe essere in grado di scoprirlo e poi attendere i tempi inaccettabili della mala giustizia.

L’errore pentastellato è tutto in questo assoggettarsi alla magistratura come se fosse una divinità, un’entità perfetta ed infallibile. Una magistratura che ora pretende di processare i provvedimenti politici di un governo regolarmente eletto; una magistratura che, in nome del popolo italiano, non manda in galera chi brucia vivo un clochard e chi lascia morire un giovane dopo avergli sparato.

A questa giustizia dovremo demandare le decisioni politiche? Dovremo trasformare i tribunali in centri di analisi filologica sul concetto di “congruo”? Dovremo intasare le corti con i ricorsi sul lavoro nero da parte di chi sosterrà che non stava lavorando ma si limitava a dare una mano al cognato, ad un amico, ad un conoscente?

Eppure qualcuno nella famiglia Di Maio avrebbe dovuto spiegare all’attuale ministro che, prima di lui, un politico sconsolato aveva affermato che governare gli italiani non è difficile, è inutile. E creare dubbi su un termine come “congruo” servirà a creare lavoro, ma solo agli avvocati.


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