fbpx
Usarci


Si annuncia un sabato caldo per Micron. Il presidente francese, proprio quello che bacchetta l’Italia in ogni occasione, è assediato.

Dal suo popolo, e non è proprio una bagatella. Perché i francesi, quando scendono in piazza, lo fanno davvero e i gilet jaunes sembrano molto più seri e determinati dei forconi italiani. Come scrive Mariano Allocco su queste colonne, uno scontro tra città e contado, tra radical chic e popolo.

Micron risponde ai banchieri, i gilet jaunes rispondono alle loro famiglie sempre più in difficoltà.

In fondo le ricette che il Toy Boy parigino applica al popolo francese sono le medesime che vorrebbe imporre all’Italia. Stangate, tasse, precarietà, disoccupazione, delinquenza: sui cartelli del popolo francese in collera le scritte della protesta sono la risposta alle grandi strategie degli euro cialtroni di Bruxelles.

Il bilancio contro le famiglie, il politicamente corretto contro il diritto alla sicurezza, la tutela dei prenditori e degli speculatori contro le retribuzioni dei lavoratori.

Micron è ai minimi storici del gradimento della popolazione francese ma va avanti lo stesso, per seguire gli ordini internazionali.

Dimentica che un presidente è alla guida del suo popolo e non fa il reggicoda di interessi stranieri.

Ovviamente sabato non ci sarà un assalto all’Eliseo o al Palazzo Matignon, anche perché il nemico del popolo schiererà le sue truppe contro chi cerca di sopravvivere. Ma che credibilità può avere un presidente di questo tipo? Chi rappresenta di fatto, adesso? E, soprattutto, con che faccia Micron può ancora a venire a spiegare agli italiani quanti sacrifici devono fare?

È evidente che le ricette dei tecnocrati sono fallimentari ovunque vengano applicate, che si tratti della Francia, della Grecia, dell’Argentina.

Eppure anche in Italia c’è chi è pronto ad imporre agli altri sacrifici di ogni sorta perché sono stati decisi da sedicenti esperti. Il fascino perverso del potere degli incapaci nei confronti di chi è succube di ogni forma di potere.

La Francia modellata da Juncker e Moscovici, e servita su un piatto a Micron, si è impoverita, ha perso la sua anima. Non bastano le aggressioni all’Africa, per arricchire qualche multinazionale con base nell’Esagono, per ridare un senso alla Francia. Dove la Parigi del politicamente corretto si è trasformata da capitale della cultura in un cancro nazionale, un bubbone estraneo alla Francia più vera e profonda.

Micron e signora non faranno la fine di Luigi XIV e Maria Antonietta. Ai francesi basterebbe che se ne andassero a godere in qualche località esotica il premio per il tradimento del popolo. E sabato proveranno a farlo comprendere, senza madamine col birignao e le brioches a guidare le manifestazioni che tanto piacciono al potere.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



MEDICAL LAB

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST