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Avete scelto di vivere in montagna, dunque dovete adeguarvi.

È stata una delle più emblematiche risposte ad un intervento di Mariano Allocco sul problema della convivenza tra lupi e greggi sulle Alpi.

Allocco è un montanaro vero, fondatore dell’associazione Terre Alte.

Lui in montagna ci vive e conosce il fascino e le difficoltà. Chi gli ha risposto in quel modo probabilmente non conosce neppure gli elementi base di una minima educazione.

Innanzitutto perché, tranne pochi casi, chi vive in montagna non ha “scelto”. È la sua terra, quella dei suoi vecchi. Ovvio che tutto ciò non rappresenti niente per il consumatore globalizzato che discetta sulla libertà dei lupi di sgozzare gli agnelli ma si indigna a Pasqua se in tavola arriva l’agnello.

Ma al sostenitore del pensiero unico obbligatorio non interessa la coerenza. Ignora i problemi e vuole insegnare lo stesso.

Chi vive in montagna ha l’obbligo di adeguarsi. Ma a cosa?

Le Alpi sono antropizzate non da secoli ma da millenni. Uomo e natura hanno convissuto senza che i numi tutelari del pensiero unico obbligatorio avessero bisogno di fiatare dalla loro scrivania in città. Dove, eventualmente, potrebbero aprire qualche libro per imparare nozioni semplici sui salassi, sui celti, sui reti, sulla civiltà villanoviana. Così, tanto per adeguarsi anche lui a millenni di storia.

Poi potrebbe offrirsi volontario per acquistare le reti elettriche che devono difendere le pecore ed i vitelli dai lupi, quindi potrebbe trasportare in quota le reti, il generatore e le taniche per farlo funzionare. Magari capirebbe qualcosa del modo di adeguarsi dei montanari.

Ma, in ogni caso, non è educato andare a casa d’altri e pretendere di dettar leggi. Si va se si è invitati, innanzitutto. Possono non piacere i quadri, l’arredamento, i colori alle pareti, ma non si pretende che il padrone di casa cambi tutto per accontentare chi, subito dopo, se ne torna in città.

È ovvio che il nume tutelare del pensiero unico obbligatorio possa non gradire. E può agire di conseguenza.

Andandosene al mare, ad esempio, o scegliendo le località dove i pastori rispettano i turisti e non mandano le vacche a inondare di buse i sentieri.

Può andare in località dove non si derubano i turisti con ricarichi folli anche per merci non deperibili.

Può anche continuare a mangiare terribili formaggi del Nord Europa ottenuti con il latte di animali che non brucano l’erba ed i fiori ma che vengono rimpinzati di mangimi in stalle di pianura, senza vedere mai un prato.

Certo, costa meno e non ci sono problemi di lupi. Ma almeno si lasci il diritto agli altri di gustarsi un formaggio di alpeggio.


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