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Prove tecniche di inciucio. Stefano Lo Russo, consigliere di primo piano del Pd torinese, ha scritto sui social che alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle sarebbero pronti al voto disgiunto alle elezioni regionali piemontesi che si svolgeranno in contemporanea con le europee. Dunque voto di lista al proprio Movimento e voto al presidente indicato dal Pd, Sergio Chiamparino.

Se fosse vero, e se Chiamparino dovesse essere riconfermato in questo modo, significherebbe che la sinistra, per governare benché minoritaria, si dovrebbe far sostenere da quei pentastellati che Lo Russo e compagni hanno insultato sino a ieri. Ed a loro volta i consiglieri 5 Stelle dovrebbero garantire il sostegno a chi hanno sempre indicato come il maggior responsabile della crisi di Torino e del Piemonte.

Non che sia impossibile. La politica vive di compromessi e di vuoti di memoria. E l’alleanza di pentastellati e Pd per censurare una intervista a Salvini al Salone del libro è pur sempre un indizio.

D’altronde il centrodestra prosegue nel suo atteggiamento masochista. Incapace di reagire, incapace di comunicare. Tanto che i candidati spendono i propri soldi per farsi pubblicità sulle testate che li insultano, li svillaneggiano, li indicano come nemici pericolosissimi. Vuoi mica sprecar tempo e denaro per far conoscere programmi e modi per realizzarli? Basta occupare gli spazi con il proprio faccione (manco si trattasse di un giovane Alain Delon) e con slogan infantili.

Di fronte a questi atteggiamenti diventa difficile arginare la consueta giustizia ad orologeria sostenuta dagli stessi media che incassano il denaro per pubblicare le foto dei compagni di schieramento degli arrestati. Finanziare chi ti attacca per consentirgli di insultarti meglio e con maggior efficacia. Aiutare i tuoi nemici affinché si rafforzino e ti estromettano dalla scena. Una simile stupidità fa quasi pensare che le figurine del centrodestra si siano affidate a spin doctor e ad agenzie pubblicitarie schierate con gli avversari. Davvero una genialata che difficilmente galvanizzerà il proprio elettorato.


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