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Ritiratevi tutti.

All’assemblea del Pd è stata Katia Tarasconi, consigliere regionale dell’Emilia Romagna, a rilanciare quella che fu in anni lontani la dichiarazione di Nanni Moretti:

Con questa classe dirigente non vinceremo mai.

Fu ignorato Moretti e sarà ignorata Tarasconi. Però bisogna anche ammettere che il Pd è sfortunato.

Qualche esponente di vertice era lì pronto a rilanciare l’asse della baguette con il Pd a rimorchio di Micron in vista delle elezioni europee, ed ecco che il presidente francese tocca il minimo di popolarità in Patria (difficile che lui la consideri tale) e si ritrova con centinaia di migliaia di manifestanti per strada.

Ed ora bisogna inventarsi un’alternativa. Mica facile per una classe dirigente che, afflitta da renzismo acuto, si era illusa di valere il 40% ed ora veleggia poco sopra il 15%.

Se qualcuno dei big avesse una vaga idea di chi fosse Lenin potrebbe chiedersi “Che fare?”, ma avendo come miti Obama e Micron la domanda non se la pongono.

L’importante sembra prendere le distanze dal bugiardissimo. Nessuno è mai stato renziano. Così il distruttore del Pd potrebbe pensare ad un nuovo contenitore, sempre alleato ai suoi vecchi amici ora detrattori, ma in grado anche di andare a recuperare voti in altre parrocchie, a partire da quello che rimane di Forza botulino.

In fondo Bernini e Gelmini strillano più di Fiano e Rosati contro la Lega. Dunque perché non formare una grande famiglia che raggruppi prenditori e reggicoda? E poi schierarla a fianco di un Pd affidato a Zingaretti o a Minniti. Tutti insieme appassionatamente ad eseguire gli ordini dei banchieri e degli speculatori.

Il Pd dei duri e puri, inoltre, potrebbe pure recuperare gli orfani di LeU, quelli rimasti senza partito, quelli che si sono visti privare del verbo di Grasso e Boldrine.

Una bella ammucchiata, in nome dell’amore. Anche con Fico. Tajani alla Leopolda e Zingaretti ad Arcore per una cena elegante. Una ammucchiata che avrebbe il sostegno del gruppo Mondadori, di Mediaset, della 7, di Repubblica, Stampa, Corriere della Sera, Sole 24 Ore.

Un comitato di salute pubblica dove ci sarebbe spazio per Saviano e le madamine, per Formigli e Floris, per Fazio e Littizzetto, per Lerner e Farinetti, Vincenzo Boccia e Camusso.

Brunetta trasformato nel faro economico della sinistra microniana, Littizzetto che flirta con Berlusconi e Saviano che non ha più bisogno di copiare i libri. Tutti alla corte di Bruxelles convinti di essere l’élite dell’Italia e dell’Europa. In attesa che i banchieri mettano tutti a nanna.


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