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Il Pd è vivo e lotta insieme a noi. Nicola Zingaretti trionfa nelle primarie del Partito democratico, in un tripudio del TgPd5 e del Tg3 (che però piace ai leghisti..) che possono raccontare di immense folle in coda per votare. In effetti 1,7 milioni di persone non sono poche.

Sono leggermente meno di quelle che hanno partecipato alle primarie di due anni or sono e sono poco più della metà rispetto al record storico del Pd. Ma sono comunque tante e rappresentano un segnale di ripresa, di partecipazione ritrovata.

Anche un segnale di archiviazione definitiva della fallimentare esperienza Renzi. Che, ovviamente, ora smentisce qualsiasi ipotesi di abbandono del Pd per andare a creare un nuovo partito, magari insieme a Calenda ed ai malpancisti di Forza Botulino. Calenda, però, aveva promesso che sarebbe uscito da un partito che avesse scelto di cambiare radicalmente rotta. Dunque o sono false le promesse di Calenda oppure il cambiamento di Zingaretti era solo una farsa. D’altronde tutti ricordano, tranne i media di servizio, la promessa di Renzi (e di Maria Elena Etruria) di abbandonare la politica in caso di sconfitta nel referendum. O l’ancor più squallido “Enrico stai sereno” rivolto a Letta prima di pugnalarlo alle spalle.

In ogni caso, con Zingaretti, il Pd vuole tornare protagonista approfittando dei contrasti all’interno del governo giallo verde e, soprattutto, del pressoché totale asservimento dei media e dell’incapacità dei partiti di governo di comunicare. Così la manifestazione di Milano, affollata ma non oceanica, vede le presenze moltiplicarsi nei resoconti dei giornali e delle tv, persino al di là dei numeri già gonfiati dagli organizzatori.

Così mentre un prete, in Trentino, indice lo sciopero delle messe in segno di solidarietà ai migranti, nessuno fa rilevare al prete (non è il caso di definire sacerdote uno che strumentalizza il sacro in questo modo) che potrebbe celebrare una messa di suffragio in memoria della famiglia distrutta a Porto Recanati da uno straniero ubriaco e drogato, nonché spacciatore in libertà grazie alla giustizia italiana.

Il Pd di Zingaretti può certo contare sul sostegno di questa informazione, poi però diventa difficile tornare a vincere all’esterno quando, di fronte ai veri problemi italiani, per la sinistra la priorità è rappresentata dallo ius soli, dall’introduzione di nuovi privilegi per chi arriva dall’estero penalizzando gli italiani. Diventa difficile vincere promettendo agli italiani di non mandarli in pensione ma di farli lavorare fino allo sfinimento come se avessero commesso qualche grave reato e meritassero la prigione aziendale a vita, per migliorare i conti dell’Inps e trovare nuove risorse per i migranti.

Diventa difficile far accettare ai giovani il fascino della precarietà a vita con retribuzioni da fame per poter essere competitivi con i nuovi schiavi.

Quale sarà, allora, la proposta di “sinistra” di Zingaretti? Quale sarà, nel suo, programma, il ruolo dell’Italia in rapporto all’Unione europea? Sarà sempre la solita gauche caviar, la sinistra radical chic che disprezza i populisti perché disprezza il popolo? La sinistra che marcia abbracciata al padronato più retrivo e predatore? O sarà una sinistra che spiegherà a Boccia che i lavoratori devono essere rispettati, che le fabbriche non possono uccidere ed inquinare solo perché creano un’occupazione di sfruttati? Una sinistra che ricorderà ai migranti che esistono doveri e regole e che pretenderà dai magistrati il rispetto di quel “popolo italiano” nel cui nome dovrebbero essere emesse le sentenze?


Le opinioni dei lettori
  1. Walter Jeder   On   5 Marzo 2019 at 7:37

    Articolo da incorniciare. Per vedere con chiarezza ciò che accade ( e accadrà) nel nostro disgraziato paese. Grandi traccia, in solitaria, analisi politiche realistiche sulle quali, anche da destra, qualcuno dovrebbe riflettere. Per reagire.

  2. DOMENICO C.   On   5 Marzo 2019 at 12:28

    Condivido solo in parte. Zingaretti ritengo sia la “proposta” più credibile… in una situazione politica così disarmante il PD, se ben guidato, e se venissero deposte realmente le armi fra tutti i Galli che lo compongono, potrebbe ritornare ad avere un ruolo da protagonista. La cosa fondamentale a mio modesto avviso è solo una: gli italiani devono tornare a VOTARE, in qualsiasi direzione…ma VOTARE. Siamo in questa situazione allucinante perchè per troppo tempo abbiamo avuto personaggi non scelti e non voluti…

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