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L’attendibilità dei sondaggi, non solo in Italia, non è proprio il massimo. Però le ricerche sulle intenzioni di voto rappresentano comunque un segnale interessante.

Ed è interessante la rivelazione dello Spiffero a proposito del gradimento del futuro Pdr, il Partito di Renzi.

Secondo il sito, notoriamente ben informato su tutto ciò che si scorge dal buco della serratura, il bugiardissimo incasserebbe circa il 12% dei voti.

E sino a qui nulla di strano.

Ma l’indagine sostiene che la nuova formazione recupererebbe poco meno del 50% degli elettori del Pd.

Qui nascono i dubbi.

Perché in tutti gli attuali sondaggi il Pd arranca tra il 17 ed il 18% dei consensi. Dunque il Pdr (che ovviamente avrà un altro nome) si porterebbe a casa tra l’8 ed il 9% di elettori piddini.

E gli altri voti?

Probabile che il restante 3-4% arrivi dai sempre più omogenei elettori di Forza botulino.

Per il centro sinistra un’operazione vincente poiché sommando il Pdr con quel che resterebbe del Pd si supera il 20%. E se si aggiungono le frange di ciò che resta di LeU oltre a Potere al popolo, la percentuale cresce ulteriormente.

A quel punto il Pdr potrebbe saldarsi con Forza botulino e magari con una corrente pentastellata che guarda a Fico. Per far vita ad un governo arcobaleno.

Un’ammucchiata che esiste negli obiettivi del Sistema, ma il dubbio è che esista anche nelle scelte degli elettori.

Qualcuno, però, forse ci crede davvero. Claudia Porchietto, parlamentare torinese che tanto piace a Gelmini, ha organizzato nei giorni scorsi un convegno portando al tavolo Luca Ricolfi, Carlo Cottarelli (il nuovo divo della tv di Fazio e Littizzetto) e i due grandi manovratori del Sistema Torino che vuole tornare a comandare attraverso le madamine. Il tutto moderato da un giornalista Mediaset, tanto per chiarire il giro di interessi.

E oggi il Sistema imprenditoriale piemontese, quello che non ha saputo reggere la concorrenza non della Baviera ma di Milano e della Lombardia, si ritrova in una manifestazione guidata da Boccia per chiedere, come al solito, più soldi pubblici per fare impresa privata.

Ma, soprattutto, si cercano i nuovi protagonisti per la prossima stagione politica.

Forza botulino, in Piemonte, sostiene di creare un pensatoio ma ripropone i soliti politici investiti di nuovi ruoli (con minime eccezioni).

La Lega ha la preoccupazione di non sapere chi collocare nelle centinaia di posizioni da occupare in caso di vittoria alle regionali piemontesi.

Il Pd ha governato così male da aver bisogno di nascondersi dietro liste civiche.

I pentastellati sono in difficoltà a causa dell’Appendino e della sua squadra.

Così si pensa già alle candidature per il molto futuro sindaco di Torino, espresso dalla sedicente società civile che altro non è se non il Sistema Torino ripulito.

Le madamine hanno conquistato una notorietà grazie al sostegno dei media di servizio ma il livello appare modesto. Si potrebbe riciclare il piddino Stefano Lo Russo, spacciandolo per civico. Ma una richiesta potrebbe avanzarla Mimmo Portas, leader dei Moderati, ex forzista diventato sostenitore determinante di Chiamparino. Oppure potrebbero lanciare un nome di un giovane esponente delle professioni, come Vittorio Corelli.

Il tempo non manca, per scegliere. Bisogna vedere se sarà sufficiente per convincere gli elettori.


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