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Poco più dell’1% di ascolti. L’esordio del bugiardissimo Renzi come conduttore televisivo non è stato proprio felicissimo.

Eppure, in teoria, raccontava una delle più belle città del mondo, Firenze.

Quando era stato Alberto Angela a descrivere la città toscana gli ascolti erano stati a due cifre. Dunque non è Firenze a non attrarre, nonostante i disastri di Nardella. È proprio il conduttore che ha confuso il racconto della città con la promozione di se stesso.

Dopo aver distrutto il Pd, ora tenta di distruggere l’amore per il Rinascimento, per l’arte.

Non a caso nelle scorse settimane Pietrangelo Buttafuoco aveva ricordato il fallito tentativo di Eugenio Scalfari di far studiare il bugiardissimo. E ancor più fallimentare era stato il tentativo di convincere l’ex presidente del consiglio a dotarsi di una squadra di qualità che potesse aiutarlo, informarlo, indirizzarlo. Un uomo solo al comando. In grado di passare dal 40% dei consensi all’1% degli ascolti.

Ma la parabola del bugiardissimo dovrebbe rappresentare un monito anche per il nuovo governo giallo verde. Una squadra di esperti, esterni ai gruppi parlamentari, sarebbe indispensabile per evitare pericolose cadute di livello sulla politica estera, sulle scelte economiche, sulla giustizia, anche sulla comunicazione.

È da stupidi autolesionisti affidare le spiegazioni della manovra a giornali di proprietà di personaggi contrari ad ogni cambiamento e ad una tv pubblica che, dopo la grande rivoluzione delle direzioni, è perfettamente identica a prima e continua a massacrare ogni scelta dei gialloverdi.

Una squadra di esperti aiuterebbe anche ad evitare di sbagliare tutte le nomine. E potrebbe consigliare a Salvini di rendere noti i nomi dei funzionari che hanno concesso protezione a chi voleva organizzare attentati e stragi in Italia, i nomi delle navi che li hanno trasportati in Italia, i nomi di chi impedisce di ripulire dagli spacciatori l’area di Rogoredo, a Milano.

Ma l’ubriacatura del potere induce a considerarsi infallibili, ad ignorare ogni segnale negativo, a ritenersi invincibili.

Ubris: se i politici avessero studiato saprebbero di cosa si tratta e dove conduce. Ma preferiscono illudersi che il legame creato con il popolo sia solidissimo ed insolubile. Eterno.

Non è così e se gli eletti uscissero dalle loro stanze dei bottoni e tornassero a frequentare quel popolo che li ha votati, scoprirebbero che il malcontento cresce. Magari indotto da una informazione falsa, d’altronde è l’unica che c’è. Ma anche provocata dalla delusione per alcune scelte.

Si sono cambiati i vertici delle Ferrovie ma, proprio come prima, è sufficiente una spruzzata di neve per cominciare con i ritardi dei treni.

E vedremo il primo gennaio se si eviteranno i consueti rincari delle tariffe autostradali dopo le polemiche dell’estate. Anche perché le accise sulla benzina influiscono sui conti pubblici ma le tariffe autostradali arricchiscono esclusivamente i soliti noti.


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