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Il Mediterraneo, ed in particolar modo l’Italia, ha una sorta di complesso di inferiorità nei confronti dell’Europa a nord delle Alpi. Quasi che il Mare ex Nostrum fosse solo africano e non europeo. Eppure il Mediterraneo interessa agli Usa, che lo hanno riempito di basi, alla Russia che sta rafforzando la propria presenza, alla Cina con la Via della Seta. Così Riccardo Migliori, presidente emerito dell’Osce, ha introdotto i lavori del diciassettesimo workshop del think tank Il Nodo di Gordio a Montagnaga di Pinè, in Trentino.

Lavori che vertono intorno agli equilibri mediterranei, tra vincitori e vinti. Ci possono essere dubbi su quali siano i veri vincitori, si ha la certezza che tra gli sconfitti figuri l’Italia, totalmente incapace di confrontarsi con i protagonisti della scena internazionale, a partire dal mare di casa. Con la prospettiva, ha avvertito Migliori, di vivere di brigantaggio, cercando alleanze occasionali prive di prospettive.

Alleanze diverse da quelle che ha illustrato Carlo Marsili, già ambasciatore italiano ad Ankara. Russia e Turchia non si amano e non si fidano reciprocamente, ma essendo i due unici Paesi che hanno avuto il coraggio di posare gli stivali sul terreno della Siria, insieme all’Iran, sono stati obbligati a raggiungere un’intesa. Senza dimenticare che Erdogan è amato dagli Usa di Trump e che, di conseguenza, i rapporti tra Turchia e Usa possono cambiare con un probabile presidente Usa nuovo. I problemi non riguardano solo lo spento Biden ma anche e soprattutto la potenziale vicepresidente dem.

Problemi globali, di enorme portata. Ma l’Italia si occupa di gel e mascherine, mentre l’economia crolla e le alleanze cambiano. E Mirko Bisesti, assessore alla cultura della provincia di Trento, ha giustamente potuto vantare l’importanza di un workshop che richiama ambasciatori e ricercatori, docenti universitari ed analisti in una piccola realtà come Montagnaga di Pinè. Una sfida vinta, una dimostrazione che la capacità di essere un centro di riferimento per la politica mondiale prescinde dalle dimensioni del paese ma non prescinde dalle intelligenze degli organizzatori.


Reader's opinions
  1. enrico chiais   On   27 Luglio 2020 at 11:07

    credo che il complesso d’inferiorita’ derivi come di consueto dalla zavorra culturale degli intellettuali semicolti che l’italia dirigono, convinti da sempre che , non avendo avuto la Riforma meglio se calvinista, le sorti del paese siano predestinate alla crapula, alla corruzione e all’irrilevanza.
    anatema su di loro!!!

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