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Brave a comunicare, indubbiamente. D’altronde le madamine torinesi, falsamente indipendenti, possono contare su una professionista del settore come Simonetta Carbone.

Ma il bluff, poi, emerge inevitabilmente se si vuol proseguire nell’attività di autopromozione.

E poiché i tempi della politica sono sempre più veloci, il bluff delle madamine è stato rapidamente scoperto.

Quando si è deciso di superare il confine torinese e di internazionalizzarsi arrivando sino a Genova dove, domani, una conferenza stampa spiegherà quando i genovesi saranno chiamati a manifestare.

Già il nome scelto per il comitato della Superba è indicativo: “Riprendiamoci Genova”.

Già, perché i liguri hanno scelto il centro destra sia in Regione sia nel capoluogo e, dunque, occorre liberare la Suberpa dai barbari e riportare la città in area Pd.

D’altronde anche una delle madamine torinesi in trasferta era apertamente schierata con Piero Fassino, tanto per rimarcare l’indipendenza del progetto e dell’iniziativa.

Lascia comunque perplessi un riferimento delle promotrici che, oltre a vantare il successo dell’iniziativa torinese organizzata in realtà da Giachino (la piazza era stata concessa a lui, non alle signore “civiche”), si beano anche del successo della piazza milanese.

Curioso, perché nessuno, a Milano, si è accorto di una grande manifestazione a favore della Tav, del Terzo Valico, della Pedemontana, dei Navigli da rendere navigabili, di qualsiasi altra infrastruttura strategica.

La “piazza milanese” sarà forse quella antisalviniana dei centri sociali?
Ma forse il popolo ignorante non lo ha saputo proprio perché è ignorante. O forse per le madamine subalpine e genovesi la grande piazza era quella della Scala, affollata da loro Vip che si applaudivano e complimentavano a vicenda per essere sopravvissuti alle orde dei barbari.

In ogni caso anche a Genova il Pd deve nascondersi dietro a sigle civiche per potersi riprendere la piazza. Forse sperando che il bugiardissimo si faccia un nuovo partito (“Stai sereno, Zingaretti”) e che la nuova sigla sia spendibile.

Nel frattempo Giachino porta il suo movimento Sì Lavoro a Verona. E si conosce benissimo la collocazione politica di Giachino, ex sottosegretario nel governo Berlusconi e molto legato a Gianni Letta. Ma in questo caso il ruolo defilato, se non del tutto assente, di Forza botulino ha altre motivazioni.

Nessuna strategia: sarebbe pretendere troppo da Tajani, Bernini e Gelmini. Pura e semplice incapacità condita con una buona dose di invidia.

Giachino e le madamine hanno riempito una grande piazza di Torino, Forza botulino la settimana successiva ha portato in piazza più parlamentari, compreso Tajani, che pubblico.


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