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Un Paese di renitenti alla leva non poteva che essere anche il Paese dei renitenti alla vanga.

Così, inevitabilmente, i bobo e la gauche caviar si sono scatenati contro il progetto di assegnare gratuitamente, a chi ha 3 figli, i terreni abbandonati del Sud.

A protestare sono stati un po’ tutti. A partire da chi, nel centro destra, ha lamentato l’ingiustizia di regalare la terra quando chi protestava se l’era acquistata con sacrifici.

Messa così pare difficile dar torto alle lamentele. Dimostrazione inequivocabile di incapacità di comunicazione da parte del governo.

In questi casi la “narrazione” è fondamentale, ma bisogna saperla fare. Ad esempio bisognerebbe chiarire che chi ottiene la terra, attualmente improduttiva, non prende più sussidi di disoccupazione o altro, a partire dal reddito di cittadinanza.

Dunque il progetto rappresenta un risparmio per le casse pubbliche ma anche un introito aggiuntivo perché il terreno produrrà ricchezza sulla quale verranno pagate le tasse.

E rappresenterà un incentivo contro la denatalità.

Ma su questo si sono scatenati gli esponenti della gauche caviar che è, inevitabilmente, urbanizzata.

La satira di Crozza è il simbolo di questo pensiero unico obbligatorio. Chi fa figli è un fascista perché segue i programmi del Duce e del suo emulo, cioè Salvini. Chi abbandona un posto da precario in città, o una situazione di disoccupato urbano per trasformarsi in agricoltore, è un fascista perché accetta le logiche della battaglia del grano e delle massaie rurali.
Chi mette al mondo figli è un fascista e pure razzista perché i terreni potevano essere regalati ai migranti.

Di fronte a simili livelli di stupidità è inutile sprecare tempo con spiegazioni. Perché questi sostenitori del pensiero unico obbligatorio si beano quando spendono paccate di denaro per mangiare il pomodorino coltivato in una particolare zolla di un particolare terreno in una particolare zona, ma poi si disgustano all’idea che a coltivare il pomodorino sia stato un essere umano.

Un idiota, evidentemente, che preferisce lavorare e produrre invece di restare in città ad aspettare i sussidi da utilizzare non per crearsi una famiglia ma da spendere nelle inutili notti della movida.

Non ci si poteva aspettare molto di più dai renitenti alla vanga.


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