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E farsi le manifestazioni proprie? La crisi di una sinistra non più di governo si nota anche da queste piccole cose che, poi, tanto piccole non sono.

Incapaci di organizzare una decente manifestazione in proprio per promuovere qualsiasi cosa, per sostenere una proposta od una iniziativa, le sinistre riescono ad andare in piazza solo in funzione “anti”. Antifascisti, anti Salvini, anti Italia, anti blocco dei porti, anti sicurezza degli italiani.

Non una idea propria ma solo la lotta alle idee altrui. Forse avevano sperato di cavalcare la protesta ecologista di Greta, ma si sono accorti che era solo una bella operazione di marketing. E poi i figli della borghesia radical chic non erano disposti a rinunciare ai Suv, ai voli verso mete esotiche, a gustare cibi in arrivo da ogni parte del mondo con un rilevante impatto ambientale.

Così hanno dovuto ripiegare sulle manifestazioni per impedire agli avversari di parlare. Si sono indignati per la sospensione di una professoressa, facendo finta di dimenticare che la scuola, pessima, è in mano ai compagni professori. Si sono indignati per il taglio di tre puntate del plurimilionario Fazio, vero simbolo della gauche caviar. Si sono indignati per l’inserimento di un conduttore e di un autore vicini al governo in una trasmissione Rai che la sinistra continua a gestire con tutti gli altri autori.

L’obiettivo è impedire alla maggioranza degli italiani di parlare, di esprimere un’idea diversa da quelle imposte dal pensiero unico obbligatorio. Si censurano libri, si raccontano menzogne colossali con il sostegno dei media perfettamente allineati. Il Mentana che fa la vittima di Salvini e sostiene che continuerà ad informare correttamente non è solo omonimo di quello che si è inventato il terrorismo buddista anti cristiano dopo l’attentato degli islamisti in Sri Lanka.

La campagna mediatica degli ultimi giorni prima delle elezioni europee non risparmia nulla e vede la perfetta saldatura tra disinformazione, magistratura, Vaticano, censori vari, manifest-anti. Si accusano i sovranisti alleati di Salvini di boicottare l’Italia rifiutando i ricollocamenti dei migranti, quando in realtà tutti hanno sempre dichiarato di essere disposti ad aiutare l’Italia per i respingimenti.

Tanto i sovranisti non sanno comunicare, non possono replicare. Un errore strategico che si ritroveranno a pagare a caro prezzo. E non nel lungo periodo.


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