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Il Paese dei sepolcri imbiancati. Altro che eroi e navigatori, poeti e santi. L’ipocrisia degli italiani può ormai sostituire l’immagine dei mafiosi nell’immaginario collettivo.

E non ci sono riferimenti al patetico personaggio che ha fatto licenziare una lavoratrice colpevole di difendere i passeggeri di un treno.

L’ipocrisia si annida molto più in alto. Ad esempio ai vertici delle associazioni sportive e di quei partiti che hanno protestato contro la decisione del governo di fermare la pubblicità del gioco d’azzardo.

Eppure chi ha protestato era magari in prima fila a dichiarare l’importanza del contrasto alla ludopatia. Sperando, ovviamente, che alle parole e agli impegni non seguissero i fatti.

Perché lo Stato biscazziere suscitava ipocrita indignazione e reale soddisfazione. Si faceva cassa sfruttando la debolezza delle fasce più a rischio, quelle disperate che si illudono di realizzare il colpo della vita e di vincere il mega bottino.

Disoccupati che si giocano il sussidio, anziane che si sputtanano la pensione. Non importa se con i gratta e perdi o con le macchinette mangiasoldi. Sale per scommesse sono sorte come funghi in ogni quartiere di ogni città.

L’Italia che non offre prospettive di lavoro e di retribuzione decente offre, invece, l’illusione di un colpo di fortuna che cambi la vita.

E lo Stato incassa, incassa. Ma incassano anche tutti gli operatori di questo sistema malato. Consapevoli che si tratti di qualcosa di brutto.

Così, per ripulire l’immagine, si sponsorizzano squadre e manifestazioni sportive. Per avere almeno il sostegno dei tifosi in questa lotta contro ogni tentativo di moralizzazione, di serietà.

Pazienza se lo Stato biscazziere ha portato alla rovina il Casinò di Campione. Pazienza se la Valle d’Aosta deve svenarsi per mantenere in stato comatoso il Casino di St.Vincent che non ha più ragione di sopravvivere.

L’alibi, per tutti, è la certezza della cancellazione di posti di lavoro. Non importa se si tratta di attività che impoveriscono gli italiani ed arricchiscono il Fisco ma soprattutto gli operatori.

Con l’impegno profuso per tentare di bloccare il provvedimento governativo potrebbero pensare a creare lavori utili, che producano ricchezza. I dipendenti di St.Vincent potrebbero essere riciclati in attività di sostegno per un turismo che langue, privo di idee.

La bisca ha fatto il suo tempo come attrattiva turistica, dal momento che si può giocare online in qualunque luogo, dalla cucina all’ufficio.

Ma gli ipocriti non riescono ad uscire dalla logica del profitto immediato. Soprattutto non sopportano l’idea di doversi affaticare a pensare a qualche alternativa. Pensare stanca.


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