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Abituati all’inesistenza di una politica estera affidata ad Angelino Alfano, detto “nulla cosmico”, rassegnati ad una classe dirigente che conosce i resort più lussuosi in giro per il mondo ma non capisce cosa stia succedendo sull’uscio di casa, si può rimanere spiazzati dalle analisi di Michele Geraci, sottosegretario allo Sviluppo economico.

Sul numero del quadrimestrale del Nodo di Gordio in uscita in questi giorni, Geraci spiega che un determinante contributo alla riduzione dell’invasione incontrollata può arrivare dalla Cina.

Non si tratta di una provocazione o di una boutade perché Geraci è un profondo conoscitore della situazione internazionale e di quella cinese in particolare.

Già, il governo dei barbari si affida anche a persone preparate e qualificate. Strano per chi ha affidato a Fedeli la ricerca universitaria.

Dunque Geraci ricorda che la Cina ha già sperimentato al proprio interno gli strumenti per affrontare migrazioni di centinaia di milioni di persone. Un modello che prevede innanzitutto la creazione di un articolato sistema infrastrutturale. È solo a quel punto che si può intervenire efficacemente per gestire le migrazioni senza provocare situazioni insostenibili.

Perché è evidente a tutti, tranne a chi lucra sui migranti e sul sistema di aiuti, che la solidarietà basata sulla beneficenza non funziona e, anzi, si rivela controproducente. Mentre il sistema cinese, in Africa, ha portato il tasso di povertà a scendere dal 55% al 40% negli ultimi due decenni.

D’altronde solo la Cina, non certo l’Italia e neppure l’Europa, dispone della liquidità e delle materie prime per un intervento immenso e risolutivo.
Dunque l’Italia ha tutto l’interesse a giocare di sponda con Pechino per frenare le migrazioni. E non solo per questo.

Invece il sottosegretario Geraci, nel suo intervento sul Nodo di Gordio sottolinea come in Italia si oscilli tra un’accettazione acritica di tutto ciò che arriva dalla Cina e l’incapacità di sfruttare le opportunità che possono derivare dal dialogo con Pechino.

Servirebbe maggior conoscenza, servirebbe preparazione per avere un rapporto proficuo con il colosso asiatico, in modo da evitare di venir stritolati da un sistema economico immensamente più grande del nostro, ma anche per poter approfittare di mille occasioni che si possono creare.


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