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Foodora lascia l’Italia. Ovviamente per le truppe cammellate di Bernini e Fiano la colpa è del Decreto Dignità. Non ha importanza sapere che le strategie aziendali di questo tipo non vengono decise sulla base di un’emozione momentanea ma derivano da valutazioni precedenti.

Come non ha alcuna importanza che Foodora abbandona anche i mercati di Francia, Olanda, Australia. Paesi che non hanno al governo Di Maio o Salvini. Anzi, la Francia di Macron va in direzione opposta rispetto all’esecutivo gialloverde italiano. Eppure la multinazionale se ne va anche da Parigi.

Foodora non apprezza che i fattorini, trasformati in riders, pretendano di essere pagati decentemente. Non è un problema di riconoscimento del vincolo di dipendenza o meno, i portatori di cibo vorrebbero solo una paga oraria che consentisse di vivere.

In Italia, in Australia, in Francia, in Olanda. Che pretesa assurda, secondo i nuovi alleati di Pd e Forza botulino.

Nessuno obbliga a lavorare per Foodora e ad accettare quelle condizioni”, sostengono soprattutto i forzisti.

Ignorando che un obbligo esiste: quello della fame e della sopravvivenza.

Piuttosto che niente, è meglio piuttosto. Ma in questo modo si legittima il diritto allo sfruttamento in nome della libertà di impresa.

Con la stessa logica bisognerebbe giustificare le aziende controllate dalle mafie. In fondo fanno impresa, in fondo creano opportunità di lavoro, perché mai lo Stato dovrebbe bloccare queste interessanti dimostrazioni di coraggio imprenditoriale? È il mercato, bellezza.

Delle condizioni dei lavoratori non frega niente a nessuno. Se vivono, se sopravvivono, se non ce la fanno, è un problema loro, si arrangino.

Fiano e l’alleata Bernini hanno altro a cui pensare. A partire dal divieto delle uova da inserire nella Legge Mancino. Bisognerà sottoscrivere una dichiarazione di antirazzismo prima di preparare una frittata.

Ma delle persone in carne ed ossa se ne fregano. Loro si occupano di azionisti, di investitori, di azioni. Non si occupano di quante ore in bicicletta siano necessarie per comprare due uova, per pagare un affitto, per mantenere un figlio.

Foodora se ne va, ci saranno alcuni sfruttati in meno. Il limite del Decreto Dignità non è nella lotta allo sfruttamento ma nella mancanza di una strategia per creare nuova occupazione sana, che abbia prospettive e che favorisca la crescita italiana.


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