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In principio era il verbo. Ma in questo caso in principio era il Pci. Poi la “cosa rossa” ha cambiato un nome dopo l’altro e progressivamente il rosso si è sbiadito, quasi sbiancato.

Scissione dopo scissione, sino ad arrivare all’abortito tentativo di creare il Pdr, il Partito di Renzi, con a bordo Calenda e Berlusconi e fuori bordo i vecchi arnesi Pci, Pds, Ds, Ulivo, Margherita e Pd.

Ora non sarà certo Martina a risollevare quel che resta del Pd. E con personaggi come Fiano e Rosati o come le compagne Bonafè, Moretti, Picierno l’impresa avrebbe comunque del miracoloso.

Ma anche il bugiardissimo appare in crescente difficoltà mentre Madia è uscita di scena e Maria Elena Etruria è in tutt’altre faccende affaccendata.

Inoltre il sogno renziano si è infranto di fronte alla dissoluzione di Forza botulino affidata al liquidatore Antonio Tajani.

E allora è sceso in campo il compagno pretino Fazio che, a spese degli italiani che pagano il canone, ha iniziato – sostiene giustamente Pietrangelo Buttafuoco – la lunga campagna elettorale a sostegno di Carlo Cottarelli.

Che meno di un anno fa saliva sul palco insieme alla leghista Gianna Gancia per garantire che la tassa piatta era una cosa buona e giusta mentre ora, guardando ad un futuro possibile elettorato di altro tipo, sostiene esattamente il contrario.

Buttafuoco ipotizza un tentativo di governo tecnico, con la benedizione del Quirinale. Magari imbarcando Calenda che mal sopporta i compagni del Pd. E forse resuscitando pure il bugiardissimo in versione di tecnico non si sa di cosa.

Ma Fabio Fazio, grazie al canone, dovrà impegnarsi a lungo perché i tecnocrati in Italia non piacciono più dopo la fallimentare esperienza del grigiocrate Mario Monti. È evidente che Fazio e Cottarelli puntino sullo sfascio dell’Italia e sul dissolvimento del governo giallo verde.

Legittima la seconda speranza, ignobile la prima. Ma non sono i soli a schierarsi contro gli italiani, e senza bisogno di scomodare Macron e Moscovici, Juncker e Merkel. Le dichiarazioni dei vertici di Confindustria, a partire dal presidente Boccia, vanno in questa direzione. Quelle della Triplice pure.

Nei giorni scorsi qualcuno ha dichiarato di invidiare una sola cosa agli inglesi: “loro sanno che la regina Elisabetta è sempre dalla parte dell’Inghilterra”.

Sarebbe bello che anche il presidente della repubblica italiana fosse dalla parte dell’Italia.


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