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La lunga stagione del voto non si concluderà il 4 marzo ma proseguirà per un anno, tra rinnovi regionali ed elezioni europee

Probabilmente sarà l’ultima volta di un voto nazionale per il parlamento continentale. A Bruxelles, infatti, si stanno studiando le modalità per favorire le aggregazioni politiche transnazionali.

Dunque non più i soliti partiti

italiani, francesi o tedeschi che, dopo il voto, si aggregano anche per banali vantaggi economici e regolamentari. Alleanze spesso solo di facciata mentre le differenze restano sostanziali e gli interessi locali prevalgono.

In futuro non sarà più così.

I partiti dovranno allearsi prima del voto, presentandosi insieme agli elettori. Gli eredi di Berlusconi con quelli di Merkel, Schulz insieme a Renzi, Strache con Salvini.

Non sempre, però, sarà così facile

Perché gli eredi di Berlusconi e Merkel dovranno presentarsi insieme a Orban e Kurz e, inevitabilmente, la proposta politica dovrà tenerne conto. Ma ogni schieramento avrà gli stessi problemi di convivenza. Per Bruxelles si tratta, indubbiamente, di un rilevante passo avanti verso l’integrazione europea.
Si aprono, però, scenari di grande movimento. Alleanze sulla base della condivisione di idee e valori, prima ancora che di interessi nazionali.

Ma un’Europa davvero unita potrebbe vedere anche nuove aggregazioni territoriali

Un ruolo minore per Stati nazionali di stampo ottocentesco e maggiori opportunità per macroregioni anche transfrontaliere.


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