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Quanto potrà reggere al governo un personaggio come Michele Geraci, sottosegretario allo Sviluppo economico? Non in questo governo, ma in un qualunque esecutivo. Mentre Salvini e Di Maio sprecano tempo a litigare ed a galvanizzare le rispettive truppe in vista delle elezioni europee, Geraci se n’è andato in Ungheria, non per diletto ma per stringere accordi economici.

Vi sono le premesse per un incremento del 20 per cento, entro il 2021, dell’interscambio con l’Ungheria. Siamo a Budapest proprio per dialogare con il Governo magiaro, con le associazioni d’impresa ungheresi e con i nostri connazionali per facilitare ed agevolare questo sviluppo. Nel settore infrastrutturale ci sono diverse opportunità per le nostre aziende, che potranno partecipare agli appalti per l’ampliamento di autostrade, ponti, gallerie in territorio ungherese. Continuiamo inoltre a monitorare altri settori come energie rinnovabili, agricoltura, apparecchi elettrici, gomma, plastica e mezzi di trasporto”.

Non una parola sprecata per l’onanismo intellettuale di un’opposizione che dall’Ungheria vorrebbe solo apertura dei confini ai clandestini e che se ne frega degli accordi industriali che portano commesse per le aziende italiane. D’altronde se il Pd si affida a Colaninno per discettare di economia e Forza Botulino punta su Ronzulli e Bernini, è evidente che il lavoro e le esportazioni rappresentano poco o nulla per le opposizioni.

Attente solo alla posizione di Orban all’interno del Ppe, alle proteste dell’estrema destra magiara. Distratte sulla disponibilità ungherese di fornire fondi non per accogliere chi non ne ha diritto ma per bloccare i clandestini prima che arrivino in Europa.

Geraci, invece, pensa ad un’economia che non sia solo parassitaria, di mantenimento di finti volontari impegnati a favorire lo sbarco di schiavi. Il sottosegretario ricorda l’accordo tra ferrovie ungheresi e Fs “per l’adozione di nuove tecnologie italiane, lo sviluppo commerciale delle stazioni e l’incremento dei traffici di merci e del trasporto di persone tra i due Paesi”. Geraci auspica che l’ingresso di FS sia il preludio ad un rafforzamento dei rapporti con gli altri Paesi vicini, che visiterà nelle prossime settimane.

Per un Paese senza accesso al mare come l’Ungheria, poter contare su una logistica più integrata con l’Italia, naturale piattaforma logistica al centro del Mediterraneo, è fondamentale. E’ per questo che Budapest guarda con sempre maggiore attenzione al porto di Trieste, protagonista assieme a Genova della recente firma di un MoU con società cinesi, per incrementare il volume di traffici del grande commercio internazionale”.

No, un personaggio così non può durare. Efficiente, efficace, senza nemmeno un padrino politico in Forza Botulino, senza neppure un genitore che abbia depredato gli azionisti. Non va bene, è un pessimo esempio per chi pensa che la politica sia fatta di agguati tra alleati e di idiozie senza fine da parte delle opposizioni.


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