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Ieri il prode Marco Cimmino ha pubblicato su Electomag una dotta analisi sulla totale inefficacia dell’insegnamento scolastico. Anche per la totale mancanza di credibilità di un corpo insegnante privo di carisma ed abituato a nascondersi dietro muri di inutili scartoffie burocratiche.

Ma forse il problema è ancora più grave. Forse è un problema di stupidità dilagante.

Perché la scuola è vissuta come un obbligo, una costrizione che provoca una reazione di rigetto.

Ma è sufficiente osservare una palestra per accorgersi che l’impossibilità di insegnare è sempre più generale. Chi frequenta una palestra non solo non è obbligato ma paga anche per farsi guidare negli esercizi. Eppure spesso non riesce a compierli non per inadeguatezza fisica ma per incapacità di comprenderli.

Ovviamente non si pretende più che le persone normali conoscano il significato di abduzione e adduzione, termini che sino agli anni 60 e 70 venivano comunemente utilizzati nelle lezioni di ginnastica per le scuole medie. Ma ormai diventa un’impresa disperata far comprendere quale sia la parte convessa di un attrezzo e quale la concava. Ma questo è frutto di una pessima scuola.

Diventa invece allarmante l’incapacità di riprodurre esercizi mostrati dall’insegnante, dall’allenatore. Soprattutto quando gli arti devono svolgere movimenti diversi ed indipendenti. Ad esempio un braccio che si solleva mentre l’altro va in basso e le gambe si muovono in direzione opposta. Totale mancanza di coordinamento.

Nessuna cattiva volontà, nessun desiderio di sfidare l’insegnante. Ma semplice inadeguatezza fisica e mentale. Come abbiamo fatto a ridurci così? Come ha fatto il quoziente intellettivo a precipitare a questi livelli?
E questo dovrebbe essere il popolo pronto ad un salto di qualità che permetta di creare nuovi posti di lavoro legati alla valorizzazione delle intelligenze? Qualsiasi robot è ormai in grado di essere più coordinato dei signori e delle signore che sgambettano in pausa pranzo per mantenersi in forma. Qualsiasi robot conosce il significato delle parole ormai non più comprese dalla maggioranza degli italiani.

D’altronde l’unico sogno dell’italiano medio è quello di delegare. Di politica si occupino i politici, di sanità i medici, di economia gli esperti, di cultura gli accademici, di cibo i gastronomi.

Così qualsiasi idiozia diventa vera perché l’ha detta l’esperto, meglio ancora se nel corso di una trasmissione televisiva. Non importa se gli economisti televisivi hanno sempre sbagliato tutte le previsioni, non importa se gli scienziati hanno messo in commercio medicine che hanno ucciso e mutilato, non importa se si impongono sulle tavole prodotti che fanno schifo, non importa se quella che viene spacciata per cultura è solo immondizia maleodorante.

Lo hanno detto gli esperti, dunque è legge per un popolo con crescenti problemi mentali.


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