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Non sempre Lombroso e la fisiognomica risultano impeccabili. Osservando Maurizio Gasparri, esponente di Forza botulino, verrebbe da pensare al solito politico un po’ scemo. E su questo i comici hanno infierito.

Invece Gasparri non solo non è stupido ed è decisamente più intelligente e preparato dei suoi colleghi, ma ha pure il coraggio di parlare onestamente. E di fronte al voto di Forza botulino contro il presidente della Rai, Marcello Foa, Gasparri ha spiegato che in questo modo il suo partito cercava di evitare la totale irrilevanza.

Una irrilevanza che è ormai nelle cose, nella realtà quotidiana. Il voto contro la Lega, perché questo è nei fatti, rappresenta solo il patetico strillo lanciato affinché qualcuno si accorga che il partito di Berlusconi esiste ancora.
Non importa che Foa abbia lavorato a lungo al Giornale prima montanelliano e poi berlusconiano; non importa che i possibili direttori di rete o dei tg siano tutt’altro che dei pasdaran duri e puri (e questo rappresenta un colossale errore di Salvini), pronti a scendere a patti con chiunque. Importa solo lanciare un segnale di permanenza in vita.

Programmi? Proposte? Il nulla cosmico al di là degli slogan berlusconiani ripetuti ossessivamente.

E le dichiarazioni, sempre più isteriche, delle signore che portano in tv il verbo di Arcore, spiegano ampiamente le ragioni di un crollo prima elettorale ed ora nei consensi rilevati dai sondaggi.

Gelmini, quella del tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso, che ordina alla Lega le scelte da fare, con la forza del suo 7-8%.

Altre che tuonano contro il tradimento leghista. Per poi correre a cercare di garantire qualche poltrona ai forzisti alle prossime elezioni regionali dove cercheranno un accordo con la Lega.

Insieme a Pd e Leu per bloccare il rinnovamento in Rai, ma pronti ad accettare dalla Lega uno strapuntino alle elezioni autunnali in Trentino, in attesa di quelle primaverili in altre regioni.

Ovviamente a Salvini fa comodo utilizzare il secondo forno per far pressioni sui 5 Stelle. Ma il forno di Forza botulino assomiglia sempre di più a un microonde, ad un tostapane.

Non è con qualche strillo isterico che si evita l’irrilevanza. Non è con un accordo con Pd e Leu che si garantisce un futuro al partito berlusconiano. E neppure cercando di imporre in Rai qualche personaggio che piace a Renzi.


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