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Mentre la disinformazione di servizio raggiungeva l’orgasmo con la bocciatura del Def da parte dell’Ufficio parlamentare di bilancio, teoricamente un organismo tecnico indipendente, qualcuno nel Movimento 5 Stelle faceva finalmente notare che tanto indipendente non è, con il presidente (e alcuni consiglieri) di nomina di Grasso e Boldrine durante il governo Renzi.

Anche Alessandro Di Battista ha rincarato la dose, invitando il governo a cambiare i vertici di Banca d’Italia che, a suo avviso, sarebbero tutto tranne che imparziali.

Pare quasi incredibile che, al di là del Pd, qualcuno stia cominciando a capire che l’alibi dei “tecnici imparziali” è servito solo a garantire a Renzi e Gentiloni (e prima a Monti e Letta) il controllo reale su tutti i gangli dello Stato.

Certo, i pentastellati potrebbero scegliere con maggior cura i propri esperti, in modo da evitare che i Toninelli di turno si lancino in lunghe e approfondite analisi sui benefici già assicurati da un tunnel che non è in funzione.

Ma era già successo all’allora ministro Gelmini, per non ricordare gli strafalcioni del ministro Fedeli. Sarebbe il caso di intervenire sulla scuola per una preparazione decente in geografia, storia, italiano.

In ogni caso è evidente che i boiardi di Stato sono impegnati a boicottare il governo in carica. Ed è evidente che nelle Regioni che stanno per andare al voto, il Pd sia impegnato a collocare i propri uomini e donne negli uffici strategici, in modo da controllare l’attività dei futuri governi regionali.

La Lega è invece troppo impegnata a perder tempo con Forza botulino per decidere i candidati presidenti e non si interessa di tutti i ruoli intermedi che sono invece fondamentali. E i 5 Stelle non se ne occupano poiché sono convinti di non conquistare le Regioni.

Ma il problema è generale, riguarda il governo nazionale come le giunte comunali. Migliaia e migliaia di posizioni nelle quali si esercita realmente e concretamente il potere.

Di Battista ha sollevato il problema ma, per il momento, non ci sono state reazioni concrete. Non ci sono indicazioni neppure da parte della Lega. E questo facilita il ruolo degli esponenti collocati dagli avversari.

Un errore strategico che il governo giallo verde sta pagando a caro prezzo e che potrebbe pagare sempre di più.


Le opinioni dei lettori
  1. Walter   On   11 ottobre 2018 at 7:21

    Come sempre Grandi scatta una fotografia nitida della situazione. Questo governo, se vuole durare, deve imparare a “difendersi” (anche da se stesso)…
    WJ

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